1559
GABRIELE SIMEONI, La vita et metamorphoseo d’Ovidio figurato e abbreviato in forma d’epigrammi, 122
Testo tratto da: Gabriele Simeoni, La vita et metamorphoseo d’Ovidio figurato e abbreviato in forma d’epigrammi da M. Gabriello Symeoni con altre stanze sopra gl’effetti della luna: il ritratto d’una fontana d’avernia: et un’apologia generale nella fine del libro dell’illustrissima signora duchessa di Valentinois a Lione, per Giovanni Torres, Typographo Reggio, Lione 1559
122. Orfeo racquista e riperde la moglie Euridice.
Poscia ch’il bianco piè fra l’herbe ascosa
La serpe morse a Euridice bella,
Et che l’aguta piaga velenosa
Le fe dal corpo l’anima rubella,
Amor duol, che possono ogni cosa,
Col suon d’Orfeo, che rende ogn’alma ancella,
(Benche di nuovo poi ne fosse privo)
La ridusser d’inferno in atto vivo.
