32: Aci, Galatea e Polifemo

Titolo dell’opera: Galatea

Autore:

Datazione:

Collocazione: Vincenzo Cartari, Le Imagini dei Dei degli antichi

Committenza:

Tipologia:

Tecnica: incisione

Soggetto principale: Galatea

Soggetto secondario: due medaglioni raffiguranti Nettuno e Anfitrite; Venere l’unicorno ed Eros

Personaggi: Galatea

Attributi: manto, conchiglia carro (Galatea), due medaglioni, tridente (Nettuno), manto (Anfitrite), unicorno, Eros, manto (Venere)

Contesto: paesaggio marino

Precedenti:

Derivazioni:

Immagini:

Bibliografia: Cartari V., Le Imagini dei Dei degli Antichi, Venezia 1556; Cieri Via C., Le favole, produzione e committenza nel cinquecento a Roma, Bagatto, Roma 1996, pp. 93 – 96.

Annotazioni redazionali: Galatea è raffigurata al centro dell’incisione, in piedi sopra la sua conchiglia carro con le braccia sollevate mentre le mani impugnano le estremità del manto che il vento gonfia. L’immagine si trova inserita in una cornice con testo che le conferisce un significato simbolico messo in evidenza dai due medaglioni che si trovano raffigurati a destra e a sinistra della Nereide e che esprimono la virtù delle acque. In quello a destra è rappresentata Venere, l’unicorno ed Eros, nel medaglione a sinistra invece ci sono Anfitrite e Nettuno. Anfitrite in particolare ha attributi simili a Galatea per questo la loro identificazione risulta in alcuni casi complicata in mancanza di personaggi a caratterizzarle, come Polifemo o Aci nel caso di Galatea, o Nettuno con il suo tridente nel caso di Anfitrite. Anche per quanto riguarda Venere esistono casi in cui i due miti possono essere confusi, soprattutto per quanto riguarda l’iconografia della Venere Anadyomene, Dea della bellezza nata dal mare che strizza i capelli per far sgorgare l’acqua marina solitamente accompagnata da un delfino; o come nel caso del medaglione qui descritto in cui è presente sia il manto che Eros, figura che appare spesso nelle rappresentazioni di Galatea.

Marisa Libertino