10: Bacco e Mida

Titolo dell’opera: Mida si lava alle sorgenti del fiume Pattolo

Autore: Nicolas Poussin (1594-1665)

Datazione: 1627                   

Collocazione: New York, Metropolitan Museum of Art

Committenza:

Tipologia: dipinto

Tecnica: olio su tela (97,5 x 72,7 cm)

Soggetto principale: Mida presso la fonte del fiume

Soggetto secondario:

Personaggi: Re Mida, Fiume Pattolo, amorini

Attributi:       

Contesto: scena all’aperto

Precedenti:

Derivazioni: Nicolas Poussin, Mida si lava nelle acque del fiume Pattolo, dipinto a olio, 1628, Germania, Collezione Lothar Graf zu Dohna

Immagini: http://www.metmuseum.org/toah/works-of-art/71.56

Bibliografia: Panofsky E., Et in Arcadia Ego: Poussin e la tradizione elegiaca, in Il significato delle arti visive, Einaudi, Torino 1962, pp. 294-295; Thuillier J. (a cura di), Classici dell’arte, L’opera completa di Nicolas Poussin, Rizzoli Editore, Milano 1974,  p. 89, n. 35; Nicolas Poussin 1594-1665, Roma, Villa Medici novembre 1977 – gennaio 1978, Edizioni dell’Elefante, Roma 1977; Thuillier J., Da Nicolò Dell'Abate a Nicolas Poussin: aux sources du classicism, 1550-1650, Exposition 19-11-1988/28-2-1989, Museé Bossuet, Ancien Palais Episcopal, Meaux 1989; Blunt A., Nicolas Poussin, Pallas Athene, Londra 1995; Mahon D., Nicolas Poussin Works from his first years in Rome, The Israel Museum, Gerusalemme 1999, p. 110, p. 132, p. 144; Pierguidi S., Nicolas Poussin e il tema del Re Mida al fiume Pattolo, in “Schede umanistiche”, Cooperativa libraria universitaria editrice Bologna, nuova serie, anno XVII, 2003/1, pp. 117-130

Annotazioni redazionali: Il mito del re Mida e del suo tocco aureo è stato affrontato da Poussin su diverse tele ma sempre prediligendo l’epilogo della vicenda, ossia il momento in cui il re si immerge nelle acque del fiume per liberarsi del dono-punizione ricevuto dal dio Bacco. Al centro della composizione è raffigurata la personificazione del fiume, di spalle, intenta ad osservare Mida che si deterge; il re si è appena tolto la veste di porpora, visibile su un ramo alle sue spalle; proprio come narra Ovidio, Mida si reca alla fonte del fiume, che Poussin fa scaturire dalla roccia su cui è seduto Pattolo, si lava il capo e così facendo rende ricche d’oro le acque stesse, cosa visibile nel letto del fiume che scorre in primo piano  e che ha dei riflessi dorati. Il dipinto è presente al Metropolitan dal 1871, anno in cui è stato acquistato; non sono state trovate altre notizie su committente, datazione e collezioni di cui abbia fatto parte se non quella nell’inventario della collezione di Camillo Massimi: la tela è citata insieme ad un’altra opera di Poussin alla quale fa da pendant, Et in Arcadia Ego, conservata nel Museo di Chatsworth. Le due tele sono state concepite e realizzate in momenti diversi ma sono collegate, secondo Panofsky, dalla tematica che affrontano; il Mida rappresenta l’incapacità di capire i veri valori della vita: il re infatti preferisce un bene materiale, quale l’oro, non si rende conto dell’errore fatto con quella richiesta che potrebbe costargli la vita e solo grazie alla bontà del dio Bacco può liberarsi e tornare a vivere secondo nuovi valori, cosa dimostrata dal repentino atto di donare tutti i propri beni ai poveri. La seconda tela, invece, è un monito, un memento mori, ricorda che i piaceri terreni della vita sono destinati presto a finire: il titolo stesso vuol significare che anche colui che ha goduto delle ricchezze e piaceri terreni, simboleggiati dall’Arcadia, alla fine muore. Per la realizzazione del Mida Thuillier propone il 1627 così come Mahon, mentre Blunt ipotizza una datazione successiva, 1629-1630; mettendolo in relazione con un altro dipinto di Poussin, Mida si lava nel fiume Pattolo (Cfr. scheda opera 09), si può fare un confronto cronologico. Secondo Panofsky, infatti, Poussin avrebbe conosciuto il mito di Mida tramite il cardinale Rospigliosi: quest’ultimo è il committente della seconda versione di Et in Arcadia Ego di Poussin conservata al Museo del Louvre ma anche l’ideatore del tema la cui prima realizzazione si deve al Guercino; il Rospigliosi potrebbe aver concepito anche la coppia di dipinti della collezione Massimi e Poussin, in un secondo momento, avrebbe ripreso il mito di Mida liberamente e realizzato questa tela.

Enrica Arduini