33: Venere e Adone

Titolo dell’opera: Venere e Adone

Autore: Luca Cambiaso (1527-1585)

Datazione: ante 1565

Collocazione: Genova, Musei di Strada Nuova-Palazzo Bianco

Committenza:

Tipologia: dipinto

Tecnica: olio su tela (174 x 107 cm)

Soggetto principale: Venere cerca di trattenere Adone

Soggetto secondario:

Personaggi: Venere, Adone, Amore

Attributi: Amore (Venere); lancia, cane, corno da caccia (Adone); ali (Amore)

Contesto: scena all’aperto

Precedenti:

Derivazioni:

Immagini: http://www.italica.rai.it/index.php?categoria=arte&scheda=ermitage_1

Bibliografia: Luca Cambiaso e la sua fortuna, a cura di Fabretti G., Gabbrielli A.M., Ente manifestazioni genovesi, Genova 1956; Suida Manning B., Suida W., Luca Cambiaso, la vita e le opere, Ed. Ceschina, Milano 1957, p. 70; Magnani L., Luca Cambiaso, Da Genova all’Escorial, Sagep, Genova 1995, p. 208; Luca Cambiaso, un maestro del Cinquecento europeo, a cura di Boccardo P. et al., Silvana, Cinisiello Balsamo 2007, p. 282

Annotazioni redazionali: Questo dipinto faceva parte della quadreria Villa, fu acquistato dal Comune di Genova nel 1927 e da allora è esposto nella sala dedicata a Cambiaso in Palazzo Bianco. L’autore ha dipinto le varie fasi del mito di Venere e Adone in momenti diversi della sua attività, rifacendosi alle Metamorfosi di Ovidio (Adofc06). Nel dipinto suddetto i due protagonisti sono di profilo: Venere sulla sinistra, è seduta e tiene nella mano destra il corno da caccia; alle sue spalle Amore; Adone sulla destra, tiene nella mano sinistra la lancia ed è accompagnato da un cane da caccia. “Venere, nella sua sensuale e malinconica nudità, cerca di distogliere l’amato dalla caccia, con la mano destra gli sottrae il corno, che lui sembra reclamare con il gesto della mano; anche Amore cerca di convincerlo, ma Adone, ignorando le loro parole e i loro gesti, vuole solo congedarsi in fretta, già armato e accompagnato dal cane, ignaro del destino che lo attende” (Lanaro, 2007). Nel restauro del 1951 Venere è stata liberata dalla veste che le era stata sovrapposta. Esistono due copie dell’opera: una originale di Cambiaso, conservata in una collezione privata genovese, con misure analoghe e poche varianti nei volti dei protagonisti, in passato riconosciuta come Diana e Atteone; un’altra citata in una collezione privata genovese, mai riprodotta di cui è reperibile un’immagine nell’Archivio fotografico del settore Musei di Genova.

Mariateresa Pace