13: Pigmalione

Titolo dell'opera: Pigmalione supplica Venere

Autore: Anonimo

Datazione: XV sec.

Collocazione: Paris, Bibliothèque Nationale, Ms. fr. 137.

Committenza: 

Tipologia: miniatura

Tecnica: 

Soggetto principale: Pigmalione supplica Venere di concedergli una sposa simile alla sua statua

Soggetto secondario: 

Personaggi: Pigmalione, Venere, statua, Galatea

Attributi: nudità, rigidità (statua)

Contesto: scena all’aperto

Precedenti:

Derivazioni:

Immagini:

Bibliografia: Dörrie H., Pygmalion. Ein Impuls Ovids und seine Wirkungen bis in die Gegenwart, Opladen 1974, pp.21-22.

Annotazioni redazionali: La miniatura, tratta da un codice contenente una traduzione francese anonima delle Metamorfosi di Ovidio, priva di moralizzazioni, condensa in una sola scena i momenti più significativi del mito. Si vede infatti Pigmalione che, inginocchiato davanti alla statua di Venere, raffigurata con le ali e con in mano una freccia, supplica la dea di concedergli una sposa simile alla sua statua. Il desiderio dello scultore viene compreso dalla dea nel suo vero significato; l’uomo infatti desidera la statua stessa, e l’effigie è resa donna vera per intervento divino. A questo proposito Dörrie richiama l’attenzione sulla distinzione stoica tra logos endiathetos, discorso interiore, e logos prophorikos,  discorso vero e proprio, sottolineando come Ovidio utilizzi una distinzione filosofica molto sottile in un contesto assolutamente non teoretico. E’ infatti un topos comune della letteratura classica che gli dei gelosi non realizzino ciò che effettivamente viene loro chiesto, ma in quasto caso Venere si mostra benigna perchè Pigmalione ha scelto la castità in opposizione alle Propetidi che hanno offeso la sacralità del culto della dea (Met., X, 238-242) negandone la divinità e divenendo in seguito le prime prostitute. Per punizione furono trasformate in pietra. La miniatura presenta un’iconografia singolare: la statua, ormai viva, è infatti in piedi dietro Pigmalione in preghiera, mentre al fianco dell’uomo giace la statua rigida, ad esemplificazione della vicenda. L’iconografia di Venere con le ali e la freccia è presente anche in una miniatura tratta dal codice 9392 dell’Epistre d’Othéa  conservato a Bruxelles nella Bibliothèque Royal (Cfr. scheda opera 14).

          Silvia Trisciuzzi