07: Orfeo e Euridice

Titolo dell’opera: Orfeo a destra del palazzo infernale

Autore:

Datazione: 320 a.C. ca.

Collocazione: Malibu, Getty Museum

Committenza:

Tipologia: cratere a volute

Tecnica: pittura a figure rosse

Soggetto principale: Orfeo nell’Ade suona al cospetto dei due sovrani del regno

Soggetto secondario: 

Personaggi: Orfeo, Plutone, Proserpina, personaggi femminili, personaggi maschili

Attributi: cetra (Orfeo)

Contesto: ambiente interno

Precedenti:

Derivazioni:

Immagini: www.perseus.tufts.edu

Bibliografia: Garezou M. X., ad vocem "Orpheus", in Lexicon Iconographicum Mythologiae Classicae (LIMC), vol. VII, tomo I, Artemis Verlag, Zurigo e Monaco 1994, p. 444

Annotazioni redazionali: al centro del cratere vi è un tempietto sostenuto da quattro colonne di ordine ionico. Dal soffitto del tempio pendono una corazza, un elmo e due oggetti non chiaramente distinguibili ma  probabilmente ulteriori parti di un’armatura. Seduti su di un letto con cuscini sono due personaggi riccamente abbigliati, uno maschile l’altro femminile. L’uomo, barbato, regge con la mano destra un lungo scettro sormontato da un uccello. La donna seduta regge anch’essa uno scettro terminante con una X capovolta. Sono Plutone e Proserpina nel palazzo infernale. Tutt’intorno una serie di altre figure. A destra, in basso rispetto al tempio è Orfeo raffigurato come in altri vasi di epoca coeva e di soggetto analogo: è in abiti orientali, indossa un copricapo e con la mano sinistra regge e suona la cetra, mentre con la destra regge qualcosa di non riconoscibile. In alto a destra una donna è seduta su di un tronco d’albero ed è affiancata da due figure maschili stanti, di dimensioni inferiori. Dalla parte opposta, in alto a sinistra, un uomo quasi completamente nudo, coperto solo da un lungo mantello e con uno strano copricapo è rappresentato mentre versa dell’acqua da un vaso. Sotto probabilmente un’Erinni con chitonisco, mantello e una fiaccola accesa in ciascuna delle mani. Nel registro inferiore non completamente visibile perché il vaso non è giunto integro, sono sedute tre donne di cui una regge un piatto e un ventaglio, la seconda regge solo un ventaglio, mentre l’ultima solo un piatto.

Maria D’Adduogo