Eurifc03

IV sec. a. C.

PLATONE, Simposio, 279c

Testo tratto da: Platone, Simposio, 279c,  (a cura di Colli G.), Adelphi, Milano 1979

Così anche gli dei onorano in sommo grado lo slancio e l’eccellenza connessi all’amore. Al contrario, cacciarono dall’Ade Orfeo, figlio di Eagro, inappagato, mostrandogli un fantasma della donna per la quale era venuto, senza tuttavia dare lei, poiché ad essi sembrava, in quanto suonatore di cetra, un uomo debole, privo del coraggio di morire per amore come Alcesti, e preoccupato invece di riuscire ad entrare vivo nell’Ade. Proprio per questo gli imposero una pena, e fecero che la sua morte avvenisse per opera di donne.