08: Mirra e Cinira

Titolo dell’opera: La nascita di Adone

Autore: Floriano Ferramola

Datazione: 1512 ca.

Collocazione: Brescia, Pinacoteca Tosio e Martinego

Committenza:

Tipologia: dipinto

Tecnica: affresco

Soggetto principale: la nascita di Adone dal tronco dell’albero di Mirra

Soggetto secondario: le Naiadi accudiscono il bambino

Personaggi: Mirra (albero), Lucina, Adone, due Ninfe, cacciatore, cane

Attributi: albero (Mirra)

Contesto: bosco con case sullo sfondo

Precedenti:

Derivazioni:

Immagini:

Bibliografia: Panazza G., Boselli C., La Pinacoteca Tosio e Martinego di Brescia, Cassa di Risparmio delle province lombarde, Milano 1974, pp. 41, 42; Guida della pinacoteca Tosio Martinego di Brescia, a cura di Passamani B., Grafo editore, Brescia 1988, p.33.

Annotazioni redazionali: Il pittore Floriano Ferramola si forma nel clima della Brescia tardo-quattrocentesca, alimentato dall’arte del Foppa e dello Zenale; è soprattutto attivo nella pittura murale e lo dimostra anche quest’opera, un affresco facente parte di un ciclo pittorico dipinto per decorare la Casa Borgondio della Corte di Brescia, avente come soggetti alcuni miti tratti dalle Metamorfosi di Ovidio. Il ciclo che decorava la villa Bresciana era composto da scene suddivise in riquadri a finte arcate, scanditi da elementi architettonici, in uno di questi il Ferramola rappresenta la nascita del bellissimo Adone, dal tronco dell’albero in cui la madre Mirra è stata trasformata dagli dei. L’affresco presenta in primo piano Lucina, la dea protettrice delle partorienti riccamente abbigliata, che aiuta Adone ad uscire dal tronco dell’albero, creando una fessura nella corteccia. La scena viene arricchita dalla presenza di altre figure poste in secondo piano a sinistra dell’albero, figure che fanno riferimento al momento immediatamente successivo al parto, sono, infatti, le Naiadi che si prendono cura del neonato, lo lavano e lo allattano. Fa da contorno alla vicenda un paesaggio boscoso che presenta sullo sfondo un nucleo di case e un uomo con un cane al seguito, quest’ultimo forse rappresenta Adone, adulto in vesti di cacciatore. Nel rappresentare questo mito il Ferramola tiene conto di quanto narrano le fonti, in modo particolare Ovidio, circa la nascita di questo bellissimo bambino avvenuta alla presenza delle Naiadi e soprattutto della dea Lucina. Dal punto di vista stilistico, il Ferramola più che al Foppa si collega, in questo caso, ai maestri lombardi quali il Bergognone e soprattutto il Luini (Cfr. scheda opera 9), utilizza, infatti, un linguaggio fresco nelle sue dosature cromatiche e rivolge una particolare attenzione alla resa del dato naturalistico, paesistico e di costume, proprio come fa in alcune sue opere Bernardino Luini.                   

Valentina Leonardi