02: Mirra e Cinira

Titolo dell’opera: Mirra

Autore:

Datazione: 238-244 d.C.

Collocazione: Londra, British Museum

Committenza:

Tipologia: moneta

Tecnica: pietra scolpita

Soggetto principale: Mirra trasformata in albero

Soggetto secondario:

Personaggi: Mirra, due figure maschili, serpenti

Attributi: albero (Mirra); ascia (Cinira)

Contesto: scena all’aperto

Precedenti:

Derivazioni:

Immagini:

Bibliografia: Laumonier A., Les cultures indigènes en Carie, E. De Boccard editore, Parigi 1958, pp. 495-497; Robert L., Hellenica recueil d’épigraphie de numismatique et d’antiquités greques, vol X, Parigi 1955, pp. 198-199.

Annotazioni redazionali: In questa moneta della Licia, conservata al Museo Britannico, è rappresentata la favola di Mirra. È visibile al centro, un albero con rami e foglie che si aprono per far posto al mezzobusto di una donna che si erge sopra il fusto della pianta; ai lati due uomini, recanti in mano un’ascia bipenne, vengono allontanati dal tronco da due serpenti che escono dalla base dello stesso albero. Gli uomini indossano un berretto frigio e sono rappresentati in modo assolutamente simmetrico: uno va a destra, l’altro si dirige dalla parte opposta compiendo con il corpo i medesimi movimenti. Per quanto riguarda la figura di donna rappresentata al centro nascosta tra i rami, potrebbe probabilmente trattarsi di Mirra, trasformata parzialmente in albero, ma la critica ha avanzato anche il nome della dea Artemide Eleutera, abitatrice dei boschi, oppure è stato ipotizzato che la figura fosse un’immagine di una divinità alle prese con dei tagliatori di alberi. Nel caso in cui si trattasse della rappresentazione del mito di Mirra, le figure maschili con le asce sono da ricollegare a Cinira, padre della fanciulla: l’uomo dopo aver inseguito furibondo la figlia per ucciderla, vede Mirra incinta e intrappolata nell’albero ed è lui stesso con la spada a provocare la nascita del bellissimo Adone. Qui comunque il bambino non è visibile, come del resto anche nelle altre rappresentazioni classiche del mito, dove non si sceglie mai di mettere in scena il momento del parto. 

Valentina Leonardi