Mirfc07

I-II sec. d.C.

APOLLODORO (?), Biblioteca, III, 14, 4, 183-186

 

A causa dell’ira di Artemide, Adone, ancora giovinetto, fu ferito a morte da un cinghiale durante una caccia. Esiodo dice che Adone era figlio di Fenice e di Alfesibea, Paniassi lo dice figlio di Teia re degli Assiri. Teia aveva una figlia, Smyrna. Afrodite adirata perché la fanciulla non la onorava, fece si che si innamorasse del padre ed essa, con la complicità della nutrice, per dodici notti andò a letto con lui, ignaro della sua identità. Quando se ne accorse Teia prese la spada e si diede a inseguirla. Mentre stava per essere afferrata, Smyrna pregò gli dei di renderla invisibile e gli dei ne ebbero pietà e la trasformarono nell’albero che si chiama «Mirra». Dopo nove mesi l’albero si aprì e diede alla luce Adone, che Afrodite a causa della sua bellezza, di nascosto dagli dei chiuse, ancora bambino, in una cassa che affidò a Persefone. Quando lo vide, Persefone non volle più restituirlo. Allora Zeus decide che l’anno fosse diviso in tre parti e stabilì che Adone ne trascorresse una per conto sua, un’altra presso Persefone, la terza con Afrodite. Adone però dedicò anche la propria parte di anno ad Afrodite. Più tardi, durante una caccia, Adone fu ferito da un cinghiale e morì.