28: Giove e Ganimede

Titolo dell’opera: Giove e Ganimede

Autore: Giulio Pippi detto Giulio Romano

Datazione: 1521-1523

Collocazione: Roma, Villa Madama, volta centrale della Loggia

Committenza: Giulio de’ Medici

Tipologia: dipinto

Tecnica: affresco

Soggetto principale: Giove e Ganimede

Soggetto secondario:

Personaggi: Giove, Ganimede

Attributi: aquila, fulmini (Giove); aquila, patera (Ganimede)

Contesto: cielo

Precedenti:

Derivazioni:

Immagini:

Bibliografia:LeFevre R., Villa Madama, Editalia, Roma 1973, pp. 247-253; Cieri Via C., Le favole antiche. Produzione e committenza a Roma nel Cinquecento, Bagatto, Roma 1996, pp. 31-38; Marongiu M., Il mito di Ganimede: prima e dopo Michelangelo, Mandragora, Firenze 2002, pp. 24-25; Cieri Via C., L’arte delle Metamorfosi. Decorazioni mitologiche nel Cinquecento, Lithos, Roma 2003, pp. 303-307

Annotazioni redazionali: La villa, costruita a partire dal 1517 su progetto di Raffaello, deve il suo nome a Margherita d’Asburgo, figlia di Carlo V, sposa e poi vedova di Alessandro de’ Medici. La paternità della decorazione della Loggia aperta sul giardino, come di gran parte degli ambienti della villa, spetta agli allievi di Raffaello, Giulio Romano e Giovanni da Udine. Al primo si devono gli affreschi, mentre al secondo la realizzazione delle grottesche e degli stucchi. L’intera villa, nel progetto originario solo parzialmente realizzato e nella decorazione, fa riferimento alla descrizione del Palazzo del Sole, presente all’inizio del II libro delle Metamorfosi. Qui, accanto alla divinità, sono presentati i componenti della corte solare, quali le Stagioni, il Giorno, il Mese, l’Anno, i Secoli e le Ore. Con questo passo ovidiano va letta la decorazione della cupola centrale della loggia, dove, intorno alle armi del cardinale Giulio de’ Medici, sono collocate le quattro stagioni, i quattro elementi, le sette divinità planetarie alludenti ai giorni della settimana e infine le Ore del giorno (o le Muse). Ognuno di questi principi cosmici è raffigurato mediante divinità o miti relativi. Il gruppo di Giove e Ganimede è scelto come rappresentazione di uno dei Quattro Elementi: quello del fuoco. Giove è posto su di un trono con in mano i fulmini, mentre alla sua destra è visibile l’aquila. Con il braccio sinistro il dio cinge le spalle di Ganimede, il quale è rappresentato con una patera in qualità di coppiere celeste. Al di sotto dei due personaggi si trova l’ellittica sulla quale sono rappresentati tre segni zodiacali: il Leone, il Cancro e la Bilancia. Mentre il primi due alluderebbero ancora alla ciclicità temporale, attraverso l’alternarsi del giorno (Leone-Sole) e della notte (Cancro-Luna), il segno della Bilancia richiama la Giustizia, virtù fondamentale del buon principe, già presente nell’oroscopo dello zio del committente, il papa Leone X. Questa di Giulio Romano è una delle prime rappresentazioni moderne di Ganimede nell’Olimpo, di pochissimo successiva al finto arazzo della Loggia di Amore e Psiche alla Farnesina, sempre opera della bottega raffaellesca.

Dario Iacolina