23: Giove e Ganimede

Titolo dell’opera: Ratto di Ganimede

Autore: Giulio Campagnola (1482-1517 ca.)

Datazione: 1500-1515 ca.

Collocazione: Boston, Museum of Fine Arts

Committenza:

Tipologia: incisione

Tecnica: bulino (16,2 x 12,2 cm)

Soggetto principale: Ganimede portato in cielo dall’aquila

Soggetto secondario:

Personaggi: Ganimede, Giove (sotto forma di aquila)

Attributi: aquila (Ganimede); aquila (Giove)

Contesto: scena all’aperto

Precedenti: Giorgione o Giulio Campagnola, Ratto di Ganimede, disegno a penna e inchiostro bruno, Washington, National Gallery (Cfr. scheda opera 22); per il paesaggio sullo sfondo Albrecht Dürer, Madonna col Bambino e la scimmia, Berlino, Staatliche Museen, 1498 (http://www.wga.hu/art/d/durer/2/13/1/021.jpg)

Derivazioni:

Immagini: http://www.mfa.org/zoom.asp?file=SC66720.jpg&width=600&height=420&captiontitle=Ganymede&title=Ganymede

Bibliografia: Piccininni R., Il mito di Ganimede in ambiente veneto fra ‘400 e ‘500, in Giorgione e la cultura veneta tra ‘400 e ‘500: mito, allegoria, analisi iconologica, De Luca, Roma 1981, pp. 149-154; Zucker M., The illustrated Bartsch, vol. 25, Early Italian Master. Commentary, Abaris books, New York 1984; Massari S., Negri Arnoldi F., Arte e scienza dell’incisione da Maso Finiguerra a Picasso, Carocci, Roma 1987; Marongiu M., Il mito di Ganimede: prima e dopo Michelangelo, Mandragora, Firenze 2002, pp. 60-61; Panofsky E., La vita e l’opera di Albrecht Dürer, Abscondita, Milano 2006, pp. 57-92

Annotazioni redazionali: L’incisione di Campagnola, realizzata a bulino, risale al primo decennio del XVI secolo. L’iconografia dell’opera deriva dal disegno a penna attribuito a Giorgione o più probabilmente allo stesso Campagnola (Cfr. scheda opera 22). Come nel disegno è presente una grande aquila dal folto piumaggio scuro con le ali semi aperte, ma complessivamente in posa stante, cavalcata dal giovane Ganimede, abbigliato con una tunica all’antica gonfiata dal vento e con dei calzari. Il brano paesaggistico è tratto da un bulino di Dürer, Madonna col Bambino e la scimmia, databile intorno al 1498 e conservata allo Staatliche Museen di Berlino (http://www.wga.hu/art/d/durer/2/13/1/021.jpg). L’opera risale alla prima fase dell’attività di Dürer all’indomani del primo viaggio dell’artista nel nord Italia, avvenuto tra il 1494-1495, durante il quale viene registrata una prima sintesi tra lo stile nordico e la “maniera italiana” (Panofsky, 2006); Dürer compirà un secondo viaggio in Italia tra il 1505 e il 1507. Entrambi i viaggi furono occasione per gli artisti italiani di confrontarsi con l’opera del maestro di Norimberga. Nell’incisione del Campagnola è lampante la ripresa puntuale dall’incisione düreriana del paesaggio fluviale, della casa in stile nordico e degli alberi mossi dal vento. L’ambiente padovano, dal quale proviene l’incisione, ha fatto pensare ad una interpretazione allegorica del mito in senso neoplatonico (Piccininni, 1981), ovvero l’elevazione di Ganimede come sublimazione dell’amore per mezzo della bellezza.

Sara Piselli