18: Giove e Ganimede

Titolo: Ratto di Ganimede

Autore: Apollonio di Giovanni, bottega di

Datazione: 1416-1465

Collocazione: Boston, Museum of Fine Arts

Committenza:

Tipologia: pittura

Tecnica: tempera su pannello ligneo (38 x 40 cm)

Soggetto principale: Giove (sotto forma di aquila) rapisce Ganimede

Soggetto secondario: i servitori tentano di opporsi al ratto

Personaggi: Ganimede, Giove (sotto forma di aquila), i servitori

Attributi: aquila (Ganimede); aquila (Giove)

Contesto: scena all’aperto

Precedenti:

Derivazioni:

Immagini: http://www.mfa.org/collections/search_art.asp

Bibliografia: Gombrich E., Apollonio di Giovanni: a florentin cassone workshop seen through the eyes of a humanist poet, in “Journal of the Warburg and Courtauld Institutes”, 18, 1955, pp. 6-34; Callman E., Apollonio di Giovanni, Clarendon, Oxford 1984; Saslow J., Ganymede in the Renaissance. Homosexuality in Art and Society, Londra 1986, p. 41; Callman E., Apollonio di Giovanni and painting for the early Renaissance room, in “Arte Viva”, 27, 1988, n. 3/4, pp. 5-18 

Annotazioni Redazionali: Il cassone è stato dipinto a tempera tra il primo e il sesto decennio del Quattrocento. Il ratto di Ganimede, che occupa il pannello di uno dei lati brevi, è presentato sullo sfondo di un paesaggio collinare; il giovane rapito è abbigliato con abiti contemporanei. Mentre l’aquila solleva in aria Ganimede, a terra sono rappresentati due servitori giovani, i quali secondo le parole di Virgilio “alzano le braccia alle stelle” (Ganfc17); discordanza tra immagine e fonte testuale si individua nell’età dei servitori. Ganimede in questo contesto mostra un atteggiamento spaventato e non complice del rapace. Il pannello fa parte di un cassone decorato con altre scene tratte dall’Eneide, quali un torneo, riferibile probabilmente alla vittoria di Enea su Turno, e la partenza di Enea e Lavinia dopo il matrimonio, eventi non narrati nel poema virgiliano. Sull’altro lato breve del cassone è raffigurato l’episodio di Io e Argo. Il pannello proviene dalla bottega di Apollonio di Giovanni e Marco del Buono; il primo artista, pittore e miniatore, è attivo a Firenze nella prima metà del Quattrocento. Nel catalogo delle sue opere emerge la predilezione per una pittura di stampo narrativo, spesso legata a temi e soggetti virgiliani, e alla traduzione in immagini dell’Eneide e della storia romana.

Sara Piselli