12: Giove e Ganimede

Titolo dell’opera: Ratto di Ganimede

Autore: anonimo

Datazione: 200 d.C.

Collocazione: Venezia, Museo Archeologico (proveniente da Istanbul)

Committenza:

Tipologia: scultura in marmo

Tecnica: tutto tondo (92 x 110 cm)

Soggetto principale: Ganimede rapito dall’aquila

Soggetto secondario:

Personaggi: aquila, Ganimede

Attributi:

Contesto:

Precedenti: Leochares, gruppo scultoreo con il Ratto di Ganimede (non conservato, ma testimoniato nelle fonti letterarie)

Derivazioni:

Immagini: http://www.beazley.ox.ac.uk/dictionary/Dict/image/ganymedeLIMC.jpg

Bibliografia: Anti C., Il Regio Museo Archeologico nel Palazzo Reale di Venezia, Libreria dello Stato, Roma 1930, pp. 66-68; Traversari G., La statuaria ellenistica nel museo archeologico di Venezia, Giorgio Bretschneider editore, Roma 1986, pp. 154-156; Sichtermann H., ad vocem “Ganymedes” in Lexicon Iconographicum Mythologiae Classicae, Zurich, Munchen 1988, vol. IV, pp. 154-169

Annotazioni Redazionali: la scultura è una delle opere che facevano parte della donazione fatta alla Repubblica di Venezia da Giovanni Grimani, patriarca di Apuleia, nel 1586. Il gruppo, in marmo greco di Paros, rappresenta il momento culminante del rapimento di Ganimede da parte di Giove trasformato in aquila. Probabilmente derivato da un’opera dello scultore greco Leochares datata al IV sec. a.C., di cui ci da una descrizione Plinio nelle Naturalis Historia (Ganfc23), rimarrà come iconografia tipica per rappresentare la vicenda del ratto di Ganimede. Un’altra opera derivata dallo stesso schema iconografico, si conserva nella Galleria dei Candelabri dei Musei Vaticani (Cfr. scheda opera 10). Il Traversari, inoltre, indica il gruppo come replica romana di un originale o modello microasiatico del tempo tardo ellenistico, forse del I sec. a.C. soprattutto per l’interpretazione del nudo e dell’espressione del volto.

Claudia Porzio