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II sec. d.C.

PAUSANIA, Guida della Grecia, I, 21, 4; I, 26, 4

 

I, 21, 4

Salendo sull’acropoli di Atene, dalla parte del teatro, è sepolto Talo. Poiché aveva ucciso questo Talo, che era figlio di sua sorella e suo discepolo nel suo mestiere, Dedalo fuggì a Creta e, più tardi, si rifugiò in Sicilia per Cocalo. […]

 

I, 26, 4

Vicino alla statua di Olimpiodoro c’è una statua in bronzo di Artemide, soprannominata Luekophryene: la dedicarono i figli di Temistocle; infatti gli abitanti di Magnesia, su cui governava Temistocle per concessione del re (di Persia), venerano l’Artemide detta Luekophryene. Debbo però procedere nella mia esposizione, perché intendo toccare in ugual misura tutti gli aspetti del mondo greco. Endoios era ateniese di nascita e allievo di Dedalo; seguì Dedalo fino a Creta quando dovette fuggire per l’uccisione di Talo; di Endoios c’è una statua di Atena seduta, con un’iscrizione che dice come l’avesse dedicata Callia e scolpita Endoios.