47: Meleagro

Titolo dell’opera: Meleagro ed Atalanta a caccia

Autore: Charles Le Brun

Datazione: 1658-60

Collocazione: Parigi, Louvre

Committenza: Jean Valdor

Tipologia: dipinto

Tecnica: olio su tela

Soggetto principale: caccia al cinghiale calidonio

Soggetto secondario:

Personaggi: Meleagro, Atalanta, cinghiale calidonio, compagni di caccia

Attributi: lancia (Meleagro), arco e frecce (Atalanta)

Contesto: scena boschiva

Precedenti:

Derivazioni:

Immagini:

Bibliografia: Gareau M., Charles Le Brun “First painter to king Louis XIV”, Abrams, New York 1992, p. 182

Annotazioni redazionali: Il dipinto rappresenta la scena della caccia di Meleagro. Fa parte di una serie di otto tele, dipinte dallo stesso autore, che ne racconta la storia. Di queste ne restano solo due(Cfr.scheda opera 48)  relative alla Caccia e alla morte dell’eroe. Le altre avevano come soggetto: la nascita di Meleagro, l’incontro di Meleagro ed Atalanta, Meleagro riceve la testa del cinghiale, la testa del cinghiale è donata ad Atalanta, Meleagro uccide gli zii, Altea getta il tizzone nel fuoco. Nella tela tutta l’azione si svolge in maniera molto dinamica ed intensa. La scena è ambientata in un bosco ricco e verdeggiante. L’episodio della caccia è posto nella parte inferiore ed in primo piano risalta Atalanta, vestita con un abito dorato che esprime tutta la sua bellezza nei lineamenti e nell’atteggiamento del corpo. Alcuni biografi sostenevano che Le Brun non era un “pittore di donne”, che poche vennero rappresentate nelle sue opere e che i suoi dipinti erano solamente un pretesto per glorificare la società maschile. Se queste accuse fossero vere Le Brun non avrebbe dipinto questa versione della storia di Atalanta . D’altra parte è vero che solo pochi dipinti hanno una donna come soggetto principale. Le gambe sono piantate saldamente sul terreno a definirne la sua abilità di cacciatrice. Tutto il corpo è ancora slanciato in avanti, dopo aver scoccato la freccia che ha ferito il cinghiale. Accanto a lei, a destra, Meleagro, con la lancia fra le mani è ancora in un atteggiamento di grande tensione, con lo sguardo teso, le gambe ben piantate,  pronto a slanciarsi contro l’animale. Il suo volto ed i capelli neri sono incorniciati dal mantello rosso con un panneggio elegante mosso dallo slancio del corpo. Dietro ai due eroi si affollano altri personaggi, con il volto teso e preoccupato, mentre molti cani, alcuni dei quali morti o feriti, si slanciano contro il cinghiale, che, posto sulla destra del dipinto, appare come una macchia scura in contrasto con la vivacità dei colori dei cacciatori. Al centro della scena Teseo, su un cavallo, è pronto ad intervenire, proiettato in avanti con uno slancio che esprime tutta la forza ed il dinamismo sia dell’eroe sia dell’animale. 

Giulia Masone