38: Meleagro

Titolo dell’opera: Calidonio che prima è colpito da Atalanta è ucciso da Meleagro

Autore: Antonio Tempesta

Datazione: 1606

Collocazione: Metamorphoseon sive Transformatioum Ovidianarum Libri quindecim Aeneis formis ab Antonio Tempesta Fiorentino incisi, et in pectorum antiquitatisque studiosorum gratiam nunc primum exquisitissimis sumptibus a Petro de Iode anteuerpiano in lucem editi, Anversa

Tipologia: incisione

Tecnica: xilografia

Soggetto principale: Caccia al cinghiale calidonio

Personaggi: Meleagro, Atalanta, cinghiale calidonio

Attributi: lancia (Meleagro), arco e frecce (Atalanta)

Contesto: paesaggio boschivo

Precedenti: Bernard Salomon, Meleagro uccide il grande cinghiale, ne La Metamorphose d’Ovide figurèe, par Jean de Tournes, Lyon 1557.

Derivazioni:

Immagini:

Bibliografia: Buffa S., Antonio Tempesta, in The illustrated Bartsch, 36, formely volume 17 (part 3), p. 47, Abaris books, New York 1984; Alpers S., The Decoration of Torre de la Parada, IX, Arcade, Brussels 1971, pp. 88-89

Annotazioni redazionali: L’immagine è una delle raffigurazioni del mito di Meleagro ad opera di Antonio Tempesta. Nell’altra scena è presente il dono di Meleagro ad Atalanta (Cfr. scheda opera 39). L’opera è composta di sole immagini e l’autore, attraverso di esse, ha voluto rappresentare i miti narrati nelle Metamorfosi di Ovidio. La raffigurazione è incentrata solo sui due personaggi principali, che appaiono sulla destra in primo piano, mentre sono state eliminate, come è consuetudine delle incisioni di Tempesta, tutti gli altri personaggi, proprio per dar maggior risalto all’aspetto principale della scena. Atalanta, ancora slanciata nel movimento, ha già scoccato la freccia dall’arco, che non è più teso. Tutta la sua figura è colta nell’attimo appena successivo all’azione, con le vesti ancora svolazzanti. Al centro della scena Meleagro, con il corpo teso in avanti, sta per conficcare la lancia nel muso della fiera. I gesti drammatici dei corpi sono attenuati da una minore espressione dei lineamenti in quanto le teste dei due giovani sono raffigurate di profilo. Tutto l’insieme, perciò, mantiene un tono equilibrato. Davanti a Meleagro un cane è pronto ad intervenire. Sulla sinistra, in mezzo ai tronchi contorti dei due alberi, il cinghiale appare con il muso levato, la bocca spalancata, il corpo possente ed irsuto, le zampe anteriori puntate al suolo, pronto a slanciarsi contro i due giovani. Sullo sfondo sono raffigurati molti alberi, a delineare l’ambiente naturale boschivo.

Giulia Masone