16: Meleagro

Titolo dell’opera: Meleagro ed Atalanta

Autore: anonimo

Datazione: 620 d.C. ca.

Collocazione: San Pietroburgo, Hermitage

Committenza:

Tipologia: piatto in argento

Tecnica:

Soggetto principale: Meleagro ed Atalanta

Soggetto secondario:

Personaggi: Meleagro, Atalanta, due compagni di caccia

Attributi:

Contesto: paesaggio boschivo

Precedenti:

Derivazioni:

Immagini:

Bibliografia: Weitzmann K., Age of spirituality. Late Antique and Early Christian Art, third to seventh century, Catalogue of the exhibition at the Metropolitan Museum of Art, 1977, The Metropolitan Museum of Art, New York, 1979, pp. 129, 163-164; Lexicon Iconographicum Mythologiae Classicae, Zurigo-Monaco 1992, vol. VI, 1, sub voce Meleager, p. 424

Annotazioni redazionali:  Il piatto è datato al 620 d.C. circa, all’inizio del regno dell’imperatore d’Oriente Eraclio, in quanto si associa, per la sua lavorazione, ad altre opere in argento dello stesso periodo. E’ poco profondo, presenta un bordo prominente che chiude la scena, che raffigura la caccia al cinghiale calidonio. La decorazione è eseguita essenzialmente a sbalzo sebbene alcuni passaggi siano riportati con linee incise (una lancia, il tergo dei cavalli e la linea di terra). Sullo sfondo si vede un albero che piega i rami verso il centro della scena e vicino ad esso, ma in lontananza, una struttura turrita. In primo piano, invece, due cani annusano ed abbaiano vicino alla rete di caccia che giace a terra, pronta per essere usata. Al centro della scena appaiono Atalanta e Meleagro, in un momento di riposo durante la caccia. La ragazza è in piedi, appoggiata ad una lancia, e tiene per le redini un cavallo che ha la zampa alzata a indicare un movimento. Sul petto si nota la cinghia della faretra. Dall’altro lato del cavallo, Meleagro, nella sua connotazione usuale, con le gambe ben piantate, la corporatura muscolosa e la lancia nella mano sinistra, volge il capo per seguire i cani. Ai lati dei due personaggi principali si trovano altre figure. A sinistra un inserviente si avvicina portando un animale morto (una lepre o un altro piccolo animale selvatico),  posto di profilo e con le gambe che evidenziano il suo passo. Sul lato destro un altro personaggio, probabilmente un compagno di Meleagro, è vicino al suo cavallo con la zampa alzata e tiene una lancia con le due mani. In realtà nulla ci indica la presenza del cinghiale calidonio, anche se l’associazione di Meleagro ed Atalanta si trova solo in questo episodio. Sembra quasi che l’artista voglia mostrare i due protagonisti in un contesto diverso, durante una caccia più serena, sebbene la loro identità e l’iconografia caratteristica indichino un sicuro collegamento con il fatto usuale.

Giulia Masone