14: Meleagro

Titolo dell’opera: Storie di Meleagro

Autore: anonimo

Datazione: 180-190 d.C.

Collocazione: Parigi, Louvre

Committenza:

Tipologia: bassorilievo su sarcofago

Tecnica:

Soggetto principale: La morte di Meleagro

Soggetto secondario: Altea brucia il tizzone; Compianto di Meleagro; Meleagro combatte i Testiadi

Personaggi: Altea (Altea brucia il tizzone); Meleagro, Atalanta (compianto di Meleagro); Meleagro, Testiadi (Meleagro combatte i Testiadi)

Attributi: tizzone che arde (Altea) (Altea brucia il tizzone); arco e frecce (Atalanta) Compianto di Meleagro; lancia (Meleagro) Meleagro combatte i Testiadi

Contesto: scena all’aperto

Precedenti:

Derivazioni:

Immagini:

Bibliografia: Lexicon Iconographicum Mythologiae Classicae, Zurigo-Monaco 1992, vol. VI, 1, sub voce Meleager, p. 428; Grimal P., Le garzantine. Mitologia, Garzanti, Brescia 1999, sub voce Testio.

Annotazioni redazionali: Il sarcofago rappresenta più scene, esposte in ordine non cronologico, ma collegate fra loro per il contenuto dei vari episodi. Sulla parte sinistra si raffigura il momento della vendetta di Altea che, adirata nei confronti del figlio, getta il tizzone nel fuoco. La sequenza si apre con la Moira che tiene in mano un rotolo ed un piede sulla ruota, in una connotazione consueta. Ella sta incoraggiando Altea a compiere il suo gesto. La donna viene colta in due momenti successivi, dapprima con il braccio alzato, mentre si slancia con il tizzone, e poi con il braccio verso il basso, che regge questo poggiato ormai sul fuoco. Tra i due momenti si nota nella donna una differenza di espressione e di gesti, in quanto nel primo il volto appare deciso e irato, il suo corpo slanciato in avanti, come si nota dalle pieghe dell’abito svolazzanti; nel secondo, invece, quando ormai l’azione si sta compiendo, il viso, piegato in basso e rivolto indietro, sembra preludere al pentimento e al rimorso che la porterà al suicidio. Questi aspetti sono accentuati dalla mano sinistra alzata per ripararsi dalla vista del fuoco fatale e dalle pieghe dell’abito che cadono verso terra, segno della sua posizione statica e addolorata. Appare poi a destra la figura di Atalanta, definita, secondo la connotazione usuale, dalla faretra sulle spalle e dal cane simbolo della caccia. Tutto in lei esprime chiaramente il  dolore per la morte di Meleagro, la posizione curva, l’espressione addolorata del viso, l’atteggiamento mesto. Secondo alcuni critici non  ben chiara la causa del suo dolore in quanto secondo alcuni ciò sarebbe provocato dall’attrito con i Testiadi argomento dell’ultima scena. Questa interpretazione sarebbe suggerita dalla faretra e dal cane che potrebbero far pensare che si trovi ancora nella caccia. Ma il fatto che sia seduta su uno sgabello e non su una roccia, oltre all’espressione del viso profondamente mesta ed addolorata propendono ad indicare il suo atteggiamento legato alla morte di Meleagro e non all’ira nei confronti degli zii. La scena successiva rappresenta Meleagro sul letto di morte. Egli è rappresentato con il corpo che giace e quattro persone dolenti intorno a lui: una donna con le braccia all’indietro che urla per il dolore; un vecchio afflitto, che tiene in mano un bastone ai piedi del letto; una donna addolorata che si strappa i capelli ed un’altra che tiene la testa dell’eroe con una mano e poggia l’altra sulla sua bocca. Tutta la raffigurazione risponde alla scena usuale del compianto per la morte di Meleagro, la cui testa, rivolta verso destra, mantiene anche nella morte la bellezza della giovinezza. Ai piedi del letto alcuni elementi indicano l’identità dell’eroe: lo scudo, l’elmo e la spada accanto a questo. Infine l’ultima scena, ambientata all’aperto, con lo sfondo degli alberi, è quella preliminare a tutto l’episodio. In essa si raffigura Meleagro che ha in mano le pelle del cinghiale e leva il pugnale in direzione dei Testiadi. L’eroe è rappresentato nella sua connotazione usuale, nudo, con la clamide poggiata al braccio, solidamente piantato sulle gambe e con il corpo muscoloso. I due zii sono rappresentati uno con la barba, più anziano, e sul retro uno più giovane. Ambedue rivolgono il capo verso Meleagro, quasi stupiti della sua reazione.

Giulia Masone