08: Meleagro

Titolo dell’opera: Caccia al cinghiale calidonio

Autore: anonimo

Datazione: 150-125 a.C. ca.

Collocazione: Volterra, Museo Guarnacci

Tipologia: coperchio di urna cineraria in alabastro

Tecnica:

Soggetto principale: caccia al cinghiale calidonio

Soggetto secondario:

Personaggi: Meleagro, Atalanta

Attributi: lancia (Meleagro)

Contesto: paesaggio boschivo

Precedenti:

Derivazioni:

Immagini:

Bibliografia: Cristofani M., La scoperta degli Etruschi. Archeologia e antiquaria nel ‘700, Consiglio nazionale delle ricerche, Roma, 1983, pp. 75-85, 94-102; Maggiani A., Artigianato artistico. L’Etruria settentrionale interna in età ellenistica, Regione Toscana, Electa, Milano, 1985, pp. 29-34, 45, 166-168; Lexicon Iconographicum Mythologiae Classicae, Zurigo-Monaco, 1992, vol. VI, 1, sub voce Meleager, p. 419

Annotazioni redazionali: L’episodio della caccia è ambientato in un paesaggio boschivo, come evidenziato dalla presenza degli alberi sullo sfondo ed intorno alla caverna del cinghiale. La belva, che si vede solo nella parte anteriore, sta uscendo precipitosamente dalla sua tana, con le zampe anteriori ben piantate, le orecchie dritte, il muso teso, e si difende energicamente dall’attacco di uomini e cani. L’affronta  Meleagro, che appare sulla parte sinistra, posto frontalmente, con la testa lievemente inclinata verso destra, attento ai movimenti dell’animale mentre brandisce uno spiedo con la mano sinistra. Il chitone, panneggiato intorno al suo corpo, sembra accentuarne i movimenti. E’ mutilo nel braccio destro, che probabilmente impugnava anch’esso lo spiedo. Tra le sue gambe, piantate ben aperte sul terreno per maggior stabilità, è posto un cane, che sembra quasi ritrarsi di fronte all’enorme mole del cinghiale. Un altro cane si trova morto sotto il corpo della fiera, vicino alla caverna, mentre un terzo si affaccia dalla sommità di essa. All’estremità destra la figura decisa di Atalanta solleva un’ascia con ambedue le braccia, pronta a venire in aiuto di Meleagro. Il suo aspetto energico e volitivo è addolcito dall’abito che indossa, dal panneggio delle pieghe ondulate, tra le quali si intravede il seno appena accennato, che risalta dalla cintura che stringe lievemente in più parti l’abito. Pur non apparendo alcun segno di amore fra i due, è chiaro che la concitazione dell’atteggiamento di Atalanta, pronta a difendere Meleagro, la sua tensione di fronte al pericolo del giovane testimoniano la forza del suo sentimento. Fra le gambe della fanciulla appare un altro cane, anch’esso simbolo della caccia in atto.

Giulia Masone