03: Meleagro

Titolo dell’opera: Caccia al cinghiale calidonio

Autore: anonimo

Datazione: 440 a.C. ca.

Collocazione: Berlino, Museo statale

Committenza:

Tipologia: rilievo in argilla

Tecnica:

Soggetto principale: caccia al cinghiale calidonio

Soggetto secondario:

Personaggi: Meleagro, Atalanta, cinghiale calidonio, compagni di caccia

Attributi: lancia (Meleagro); faretra (Atalanta)

Contesto: scena all’aperto

Precedenti:

Derivazioni:

Immagini: http://www.beazley.ox.ac.uk/CGPrograms/Dict/ASP/OpenDictionaryBody.asp?name=Meleager

Bibliografia: Lexicon Iconographicum Mythologiae Classicae, Zurigo-Monaco 1992, vol. VI, 1, sub voce Meleager, pp. 417-418

Annotazioni redazionali: Il bassorilievo, proveniente da Melos, rappresenta il momento culminante della caccia del cinghiale, quando cioè l’animale, dopo aver ferito un guerriero ed ucciso un cane che gli si è fatto contro, è affrontato da Meleagro. La scena presenta sul piano orizzontale la figura dei due animali, fra i quali il cinghiale, dopo aver travolto il cane, occupa un posto predominante, con il suo slancio, evidenziato dalla posizione alzata delle zampe anteriori, mentre quelle posteriori sono ben piantate a terra, ad esprimerne ancora più fortemente l’irruenza. Quattro figure umane sono poste in verticale attorno a lui ed in particolare si evidenziano, in quanto maggiormente a rilievo, quella di Meleagro e quella dell’eroe ferito. I due si pongono in posizione quasi complementare: l’eroe ferito, a sinistra, chinato in avanti, un po’ mesto ed incurvato sulla gamba colpita; Meleagro, a destra, slanciato verso il cinghiale, in posa vigorosa e scattante, con la muscolatura tesa ed il braccio levato, pronto a colpire con la spada. Anche la clamide dell’uno e dell’altro mostrano una tensione diversa in quanto quella del personaggio a destra cade verso il basso, ferma e statica, mentre quella di Meleagro è dinamica, ad assecondare il movimento del corpo. La spada dell’uno è nel fodero, ormai inutile, mentre quella di Meleagro è alzata, posta in diagonale verso la testa del cinghiale, pronta per colpire. Il suo sguardo si incrocia con quello del cinghiale: gli occhi  della bestia sembrano esprimere quasi la consapevolezza malinconica di quello che sta avvenendo. Sullo sfondo, meno evidenziate dal rilievo, sono raffigurate due figure, di cui una femminile, Atalanta. Questa, posta di profilo, con le gambe slanciate che appaiono dietro al corpo del cinghiale, sta per intervenire in aiuto dell’eroe, con lo sguardo concentrato verso il fulcro della vicenda. La mano è stretta a pugno ad indicare la tensione del suo stato d’animo, mentre sul seno, che indica la sua femminilità, appaiono le stringhe di cuoio della faretra. La quarta figura partecipe e consapevole della tensione del momento, china lo sguardo verso il cinghiale, ma non interviene attivamente a quanto sta avvenendo.

Giulia Masone