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GIUSEPPE HOROLOGGI, Annotazioni a Le Metamorfosi di Ovidio ridotte da Giovanni Andrea dell'Anguillara in ottava rima,  Annotazioni sull’ottavo libro

Meleagro che pare isdegno della madre, vien meno, essendo arso il tizzon fatale della vita sua ci fa conoscere, che l’humido radicale vien meno in noi tutta volta che la discordia ch’è fra le parti elementi in noi, il consuma, prevaledo l’ardore della febre; che ci conduce alla morte. Si vede quivi quanto artificiosamente il Poeta volgare habbia descritta quella contentione che era nel’animo di Altea intorno alla morte di Meleagro, spingendola da una parte il dolore della morte de fratelli, e dall’altra la pietà materna verso il figliolo, con quante belle contraposte, digressioni, e conversioni, come quella Ahi madre iniqua, e ria, che far intendi? Vani divenir per tal vendetta infame? La comparatione poi l’ha arricchita di maniera che se’l medesimo Ovidio l’havesse voluta scriver nella lingua nostra, non l’havrebbe potuta più vivamente, e propriamente rappresentare.