55: Cefalo e Procri

Titolo dell’opera: Paesaggio con morte di Procri

Autore: copia da Claude Lorrain (1602-1682)

Datazione: 1647 ca.

Collocazione: Londra, National Gallery

Committenza:

Tipologia: dipinto

Tecnica: olio su tela (38 x 48,6 cm)

Soggetto principale: Cefalo piange la morte di Procri

Soggetto secondario:

Personaggi: Cefalo, Procri

Attributi: lancia, cane (Cefalo); lancia (Procri)

Contesto: scena all’aperto

Precedenti:

Derivazioni:

Immagini: http://www.nationalgallery.org.uk/cgi-bin/WebObjects.dll/CollectionPublisher.woa/wa/largeImage?workNumber=NG55&collectionPublisherSection=work

Bibliografia: Lavin I., Cephalus and Procris, transformation of an Ovidian myth, in “Journal of the Warburg Institute”, 17, 1954 , pp. 260-286; Röthlisberger M., Claude Lorrain: the paintings, Yale University Press, New Haven 1961, vol. I, p. 263; Rothlisberger M., L’opera completa di Claude Lorrain, Rizzoli, Milano 1975; Pace C., “The Golden Age... the first and last days of mankind”: Claude Lorrain and classical pastoral, with special emphasis on themes from Ovid’s “Metamorphoses”, in “Artibus et Historiae”, vol. 23, n. 46, 2002, pp. 127-156

Annotazioni redazionali: In questo ennesimo dipinto dedicato da Lorrain al mito di Cefalo e Procri, l’artista si concentra su un momento diverso rispetto quello particolarissimo della riconciliazione tra i due giovani per mezzo della dea Diana, di cui esistono varie versioni conservate a Berlino (Cfr. scheda opera 47), Londra (Cfr. scheda opera 53) e Roma: ci troviamo di fronte all’iconografia molto più comune della morte di Procri. La scena non presenta particolari che si distaccano dalla tradizione iconografica, anzi, Lorrain si riallinea in questo caso a quel filone letterario principale secondo il quale Procri fu uccisa da una lancia scagliata da Cefalo, e non da una freccia come si trova in alcuni testi medievali, primo fra tutti Boccaccio (Ceffm10), e come si trova in numerose opere. Procri è sdraiata in terra, la lancia ancora conficcata nel petto; in virtù di questa analogia Irvin Lavin (1954) indica come modello del dipinto londinese l’affresco di Peruzzi nella Villa Farnesina a Roma (Cfr. scheda opera 23). Tuttavia, anche ammettendo che durante la sua lunga permanenza a Roma Lorrain abbia potuto vedere l’affresco in questione, non bisogna dimenticare quei testi a cui l’artista si era probabilmente già rifatto per la scelta del soggetto della riconciliazione; in questi, la morte di Procri viene illustrata ponendo la giovane sventurata sdraiata a terra, mentre Cefalo la accorre. Pertanto, le opere del Peruzzi e di Lorrain possono essere riferite alla stessa tradizione, senza però che vi si debba necessariamente riconoscere una derivazione diretta; tra l’altro, mentre nell’affresco romano la giovane appare ormai morta, nel dipinto qui in analisi sembra sollevarsi con il busto, come per andare incontro all’amato. Nell’osservare questo dipinto, Röthlisberger vede un quadro piuttosto mal ridotto e con numerose ridipinture: i Raggi X, infatti, avrebbero rivelato una Procri nuda al di sotto degli abiti tipinti; Davies ha anche ipotizzato che possa trattarsi di una copia. Ad ogni modo, da un punto di vista compositivo il dipinto corrisponde esattamente al disegno dallo stesso soggetto conservato nel Liber Veritatis.

Roberta Talone