47: Cefalo e Procri

Titolo dell’opera: Paesaggio con Cefalo e Procri riuniti da Diana

Autore: Claude Lorrain (1602-1682)

Datazione: 1635 ca.

Collocazione: Berlino, Staatliche Museen

Committenza: marchese Vincenzo Giustiniani (1564-1637)

Tipologia: dipinto

Tecnica: olio su tela (136 x 172 cm)

Soggetto principale: Diana riappacifica Cefalo e Procri

Soggetto secondario: sulla destra Diana e Procri

Personaggi: Diana, Cefalo, Procri

Attributi: lancia, cane, arco (Diana); faretra (Procri)

Contesto:

Precedenti:

Derivazioni:

Immagini:  http://commons.wikimedia.org/wiki/Image:Claude_Lorraine,_Roman_Ideal_Landscape_with_Cephalus,_Procris,_and_Diana.JPG  

Bibliografia: Röthlisberger M., Claude Lorrain: the paintings, Yale University Press, New Haven 1961, vol. I, n. 243, pp. 511-513, vol. II, n. 181; Rothlisberger M., L’opera completa di Claude Lorrain, Rizzoli, Milano 1975; Pace C., “The Golden Age... the first and last days of mankind”: Claude Lorrain and classical pastoral, with special emphasis on themes from Ovid’s “Metamorphoses”, in “Artibus et Historiae”, vol. 23, n. 46, 2002, pp. 127-156

Annotazioni redazionali: Primo di una serie di dipinti con lo stesso soggetto (Cfr. scheda opera 53; scheda opera 55), Lorrain rappresenta la scena della riconciliazione tra Cefalo e Procri, descritta dal Ovidio (Ceffc06) e precedentemente raffigurata nelle incisioni di Salomon (Cfr. scheda opera 31) e Tempesta (Cfr. scheda opera 40). L’autore introduce però delle variazioni interessanti: accanto ai due amanti, infatti, a fare da paciere compare la dea Diana. Sullo sfondo a destra sono visibili Procri e Diana sedute insieme: si vuole con buona probabilità alludere al momento immediatamente precedente alla scena principale, quello in cui la sventurata sposa di Cefalo, dopo aver subito l’inganno da parte del marito, si rifugia presso il seguito della dea Diana; proprio a questo episodio sembrerebbe alludere l’attributo della faretra sulle spalle di Procri in primo piano, di solito assente nell’iconografia della fanciulla. In questa tela è stata anche riconosciuta la prefigurazione della morte di Procri simboleggiata dai due alberi morti che si incrociano sulla sinistra.

Roberta Talone