
Titolo dell’opera: Procri e Cefalo
Autore: Pittore di Flora (cerchia di Primaticcio)
Datazione: 1550-1600
Collocazione: New York, G. Seligman collection
Committenza:
Tipologia: disegno
Tecnica: penna, acquarello, lumeggiature bianche su carta
Soggetto principale: Procri estrae dal proprio petto una freccia
Soggetto secondario: sullo sfondo Cefalo tende un arco
Personaggi: Cefalo, Procri
Attributi: freccia (Procri); arco, faretra (Cefalo)
Contesto: paesaggio boschivo
Precedenti:
Derivazioni:
Immagini:
Bibliografia: L’ecole de Fontainebleau, catalogo della mostra (Parigi, Grand Palais), Parigi 1972, pp. 122-123
Annotazioni redazionali: Nell’inventario del 19 Gennaio 1693 del Gabinetto delle pitture di Fontainebleau risultava essere lì conservata una tavola di Rosso Fiorentino che riportava il mito di Cefalo e Procri; nello stesso catalogo poi si legge di seguito “autre paysage où sont Céphale et Procris” senza però il nome dell’autore: potrebbe trattarsi del passaggio su tela del disegno in esame. Nell’opera di Rosso (Cfr. scheda opera 28) Procri non porta la faretra dietro le spalle ma è rappresentata a petto nudo esattamente come accade nel disegno in questione, anche se però per il resto qui l’impostazione è molto più narrativa rispetto all’invenzione di Rosso Fiorentino. In questo foglio, Cefalo è appena visibile nella porzione destra del dipinto mentre tira l’arco per scoccare la freccia in direzione di Procri, che invece occupa gran parte del foglio. L’unico testo che parla di una freccia è Boccaccio (Ceffm10).
Roberta Talone
