33: Cefalo e Procri

Titolo dell’opera: Morte di Procri

Autore: Paolo Caliari, detto il Veronese (1528-1588)

Datazione: 1568-1574 ca.

Collocazione: già Westonbirt (Gloucestershire), raccolta Holford

Committenza:

Tipologia: dipinto

Tecnica: olio su tela

Soggetto principale: Cefalo tiene tra le braccia Procri ferita al petto; un cane assiste alla scena

Soggetto secondario: sullo sfondo a destra Diana con i suoi cani

Personaggi: Cefalo, Procri, Diana

Attributi: cane (Cefalo); cane (Diana)

Contesto: bosco

Precedenti:

Derivazioni:

Immagini:

Bibliografia: Berenson B., Italian paintings of the Renaissance, Venetian school, Londra 1957, vol. I, p. 139; Pignatti T., Veronese, Venezia 1976, vol. II, p. 196; Pignatti T., Falla P., 'Spalliere' Paintings by Paolo Veronese, in “The Burlington Magazine”, v. 123, n. 941 (Aug. 1981), pp. 478-476

Annotazioni redazionali: Berenson (1957) ritiene questa tela autografa. L’opera è stata anche identificata con una delle spalliere eseguite dal Veronese in casa Nani alla Giudecca: ancora una volta dunque, il mito di Cefalo e Procri fu utilizzato in ambito matrimoniale (per un precedente si rimanda al cassone nuziale di Avignone – Cfr. scheda opera 17 – e alla tavola di Piero di Cosimo conservata a Londra – Cfr. scheda opera 21). Da un punto di vista compositivo, possiamo rilevare una qualche analogia con la xilografia di Bernard Salomon (Cfr. scheda opera 32): infatti, sebbene nell’incisione sia raffigurata l’estrazione della lancia dal petto di Procri da parte di Cefalo, nelle due opere l’evento è posizionato sulla sinistra mentre la porzione destra è occupata da uno scorcio paesaggistico, la posizione di Procri è praticamente la stessa e un cane assiste alla scena. La presenza di Diana sullo sfondo potrebbe far riferimento alla militanza di Procri tra le giovani seguaci della dea a seguito del distacco da Cefalo.

Roberta Talone