30: Cefalo e Procri

Titolo dell’opera: Cefalo e Aurora

Autore: Bernard  Salomon

Datazione: 1557

Collocazione: La Metamorphose d’Ovide figurèe,Lione 1557

Committenza:

Tipologia: incisione

Tecnica: xilografia

Soggetto principale: Aurora afferra Cefalo

Soggetto secondario:

Personaggi: Cefalo, Aurora

Attributi: arco, cani (Cefalo)

Contesto: paesaggio

Precedenti:

Derivazioni: Virgil Solis, Cefalo e Aurora, in P. Ovidii Nasonis Metamorphoses, Lione 1563; Gabriele Simeoni, L’Aurora innamorata di Cefalo, in La vita et metamorfoseo d'Ovidio figurato et abbreviato in forma d'epigrammi, Lione 1559 (http://etext.virginia.edu/latin/ovid/vasim1584/small/0117.jpg)

Immagini: http://etext.virginia.edu/latin/ovid/vasal1557/0105_f6v.html

Bibliografia: Guthmüller B., Mito, poesia, arte. Saggi sulla tradizione ovidiana nel Rinascimento, Bulzoni, Roma 1997, pp. 213-214; Sharrat P., Bernard Salomon illustrateur lyonnais, Librairie Droz, Ginevra 2005

Annotazioni redazionali: nel 1557 fu pubblicata a Lione, presso l’editore Jean de Tournes, La Métamorphose d’Ovide figure, la fondamentale edizione delle Metamorfosi ovidiane illustrata da 178 xilografie opera del noto intagliatore lionese Bernard Salomon. Come sottolineato da Bodo Guthmüller, l’opera presenta un evidente collegamento con la tradizione emblematica cinquecentesca: oltre al titolo, che rievoca la Picta Poesis di Barthélemy Aneau del 1552, le singole pagine presentano la tipica tripartizione degli emblemi in inscriptio (breve descrizione del soggetto), pictura e subscriptio (epigramma a commento), da cui consegue la caratteristica sintesi di parole e immagini. Tuttavia, la Métamorphose figurée non è un vero e proprio libro di emblemi perché le inscriptiones sono solo delle brevi definizioni del soggetto, e le subscriptiones sono delle ottave in cui si racconta brevemente la vicenda senza fornire alcuna lettura allegorica del mito e senza aggiungere nulla all’immagine (Guthmüller, 1997). Le incisioni di Salomon godranno di una fortuna enorme e costituirono il modello per le illustrazioni ovidiane successive, dall’opera di Gabriele Simeoni (1559) a quella di Virgil Solis (1563). Il mito di Cefalo e Procri, caratterizzato da vari episodi, è illustrato da Salomon in tre fogli diversi (Cfr. scheda opera 31 e scheda opera 32). In questo viene rappresentato il primo momento del mito, quello in cui Aurora, invaghitasi di Cefalo, cerca di rapirlo durante una battuta di caccia. Tuttavia, Cefalo, innamorato di Procri, non cede alle avances della dea, che per ripicca insinua nel giovane il dubbio che la sua amata lo tradisca, esortandolo a metterne alla prova la fedeltà.

Roberta Talone