18: Cefalo e Procri

Titolo: Morte di Loth/Procri

Autore: Willem Vrelant (attivo 1454 ca.-1481)

Datazione: 1460 ca.

Collocazione: Erlangen-Nürnberg, Universitätsbibliothek, manoscritto dell'Epistre d'Othea di Christine de Pisan, MS 2361, f. 97v

Committenza:

Tipologia: illustrazione

Tecnica: miniatura

Soggetto principale: in primo piano a destra Loth/Procri giace a terra colpita al petto dalla lancia di Cefalo, che le sta accanto disperato

Soggetto secondario: a sinistra Cefalo scaglia la lancia verso i cespugli in cui è nascosta Loth/Procri

Personaggi: Cefalo, Procri

Attributi: lancia, cani (Cefalo); lancia (Procri)

Contesto: bosco con città sullo sfondo

Precedenti:

Derivazioni:

Immagini:

Bibliografia: Campbell P.G.C., L'Epitre d'Othea: etude sur les sources de Christine de Pisan, Champion, Parifi 1924;Lavin I., Cephalus and Procris, transformation of an Ovidian myth, in “Journal of the Warburg Institute”, 17, 1954, pp. 260-286; http://www.omifacsimiles.com/cats/ast.html

Annotazioni redazionali: la maggior parte delle testimonianze artistiche relative al mito di Cefalo e Procri attestate in età medievale sono costituite da una serie di miniature illustranti l’Èpître d’Othéa di Christine de Pisan, opera pubblicata per la prima volta intorno al 1400. Nel testo moralizzante (Ceffm12), l’autrice, cercando un parallelismo tra mito antico e etica cristiana, accusa Loth (questo è il nome della moglie di Cefalo nella versione del mito riportata nell’Èpître) di aver peccato di gelosia e di essere stata dunque punita con la morte. Questo manoscritto, realizzato al tempo di Filippo III il Buono, duca di Borgogna, è adornato da 101 miniature a grisaille opera di differenti artisti, tra cui vanno ricordati Willem Vrelant e Jan de Tavernier. Nelle illustrazioni miniate analizzate da Irving Lavin nel suo studio del 1954 dedicato al mito di Cefalo e Procri, sono state individuate due diverse tipologie iconografiche per la scena della morte di Loth/Procri: la prima in cui il tragico evento viene rappresentato da solo (Cfr. scheda opera 15), la seconda in cui è invece corredato da altri episodi narrati nel testo. Nella miniatura in esame ci troviamo di fronte alla seconda tipologia: nel riquadro, infatti, sono rappresentati due momenti successivi della vicenda, a sinistra quello in cui Cefalo durante una battuta di caccia sta per scagliare una lancia verso dei cespugli, ignaro del fatto che dietro vi sia nascosta l’amata Loth/Procri, sulla destra il momento vero e proprio della morte dell’amata. Anche se fino ad ora il particolare della morte di Loth/Procri era stato rappresentato raramente (basti pensare che nell’arte antica viene registrato un unico esemplare – Cfr. scheda opera 07, e che nelle altre miniature coeve viene rappresentato per lo più il momento del lancio del giavellotto, salve rare eccezioni), bisogna registrare il fatto che qui viene rappresentata per la prima volta sdraiata, a sottolineare ulteriormente la tragicità dell’evento, e che questa tipologia si codificherà nel tempo fino a diventare l’iconografia più diffusa per la morte di Procri.

Roberta Talone