14: Cefalo e Procri

Titolo: Morte di Procri

Autore: 

Datazione: inizio XIV secolo

Collocazione: Parigi, Bibliothèque Nationale, manoscritto di una traduzione francese delle Metamorfosi di Ovidio, Ms. français 137, f. 90v

Committenza:

Tipologia: illustrazione

Tecnica: miniatura

Soggetto principale: Cefalo ha appena scagliato una lancia, che si è conficcata nel petto di Procri nascosta dietro i cespugli

Soggetto secondario:

Personaggi: Cefalo, Procri

Attributi: lancia, cane (Cefalo); lancia (Procri)

Contesto:

Precedenti:

Derivazioni:.

Immagini: http://collecties.meermanno.nl/handschriften/showillu?id=100509

Bibliografia: Lavin I., Cephalus and Procris, transformation of an Ovidian myth, in “Journal of the Warburg Institute”, 17, 1954, pp. 260-286

Annotazioni redazionali: In questa prima rappresentazione prodotta dalla cultura europea moderna, al contrario di ciò che era accaduto nell’arte antica, il momento del mito di Cefalo e Procri reputato più interessante e più esemplificativo non è più quello dell’inseguimento di Cefalo da parte di Aurora, ma quello della morte di Procri. Sulla sinistra Cefalo ha ancora il braccio destro alzato nel gesto di scagliare una lancia, che è già conficcata nel petto di Procri, nascosta dietro dei cespugli; a completare il quadro, un cane è in piedi davanti a Cefalo. Questa medesima predilezione per la scena più tragica del mito si registrerà anche un secolo dopo, nelle miniature che illustreranno i manoscritti contententi l’Epitre d’Othea di Christine de Pisan (Cfr. scheda opera 15, scheda opera 16, scheda opera 18, scheda opera 19, scheda opera 20). Da questo momento in poi l’episodio della morte di Procri sarà in assoluto il più rappresentato dagli artisti rispetto al resto degli eventi narrati nel mito.

Roberta Talone