13: Cefalo e Procri

Titolo dell’opera: Cefalo e Aurora

Autore: Pittore degli Inferi

Datazione: 350-325 a.C. ca.

Collocazione: Kiel, Kunsthalle

Committenza:

Tipologia: vaso apulo (loutrophoros)

Tecnica: pittura a figure rosse

Soggetto principale: in alto Aurora e Cefalo nel carro

Soggetto secondario: in basso Cefalo a caccia cade

Personaggi: Cefalo, Aurora, tre cacciatori, uomo anziano

Attributi: carro (Aurora); cane, bastone (Cefalo); ali (vittoria o Eros)

Contesto:

Precedenti:

Derivazioni:

Immagini:

Bibliografia: Simantoni-Bournia E., ad vocem “Kephalos”, in Lexicon Iconographicum Mytologiae Classicae, Verlag, Zurigo-Monaco 1992, vol. VI, 1, p. 5, n. 23

Arredazioni redazionali: Questo loutrophoros apulo rappresenta un unicum tra le iconografie classiche note del mito di Cefalo e Procri. La composizione è divisa in due fasce: in alto una donna, probabilmente Aurora, con diadema e collana di perle, guida una quadriga e abbraccia un giovane, generalmente identificato con Cefalo; i due, sormontati da un nimbo, si guardano intensamente. Una vittoria alata (o Eros?) vola al di sopra dei cavalli. In basso troviamo tre giovani cacciatori, un precettore più anziano ed un cane. Data la forte somiglianza dei tre giovani e dell’ipotetico Cefalo rapito da Aurora, possiamo ipotizzare che le varie figure rappresentino lo stesso personaggio, Cefalo appunto: e così, in basso sarebbero rappresentati i tre momenti successivi della caduta di Cefalo, causata dal passaggio inaspettato del carro di Aurora, e in alto il momento successivo del rapimento. L’enfasi data alla caduta di Cefalo, colto di sorpresa, starebbe a sottolineare che il rapimento avvenne per volere della sola dea e contro la sua volontà, proprio come troviamo nel testo ovidiano: “e mi rapì, benché io non volessi” (Cefffc06).

Roberta Talone