12: Cefalo e Procri

Titolo dell’opera: Cefalo e la bestia di Temis?

Autore:

Datazione: metà IV sec. a.C.

Collocazione: Atene, Museo Nazionale

Committenza:

Tipologia: vaso attico (skyphos)

Tecnica: pittura a figure nere

Soggetto principale: Cefalo a caccia con un cane insegue una volpe

Soggetto secondario:

Personaggi: Cefalo

Attributi: cane (Cefalo)

Contesto:

Precedenti:

Derivazioni:

Immagini:

Bibliografia: Das Kabirenheiligtum bei Theben / Unter mitwirkung mehrer Fachgenossen; Bearbeitet von Paul Wolters; Fertiggestellt von Gerda Bruns, Berlino 1940; Simantoni-Bournia E., ad vocem “Kephalos”, in Lexicon Iconographicum Mytologiae Classicae, Verlag, Zurigo-Monaco 1992, vol. VI, 1, p. 6, n. 34

Annotazioni redazionali: Proveniente dal santuario di Kabirion a Tebe, questo skyphos riporta la più rara tra le iconografie di Cefalo, quella cioè che riguarda la caccia alla bestia di Temis. L’episodio viene raccontato per la prima volta nella Biblioteca di Apollodoro (Ceffc03), ma una versione più dettagliata si trova nelle Metamorfosi di Ovidio: parlando dell’origine dei doni ricevuti da Procri, la lancia e il cane Lelape, Cefalo racconta che, quando la dea Temi aveva scagliato un flagello sulla popolazione di Tebe, una belva minacciosa per gli uomini e le greggi, in molti cercarono di catturarla, ma fu solo grazie al suo intervento che si pose fine all’inseguimento; Cefalo, infatti, sguinzagliò contro la bestia il suo infallibile cane Lelape; i due, dopo un lungo rincorrersi, furono mutati in pietra da qualche dio che, evidentemente, non voleva ci fosse un vincitore (Ceffc06). Nel vaso è raffigurata una volpe che corre voltandosi indietro verso il cane da caccia che la insegue. Un pigmeo con un bastone nella mano destra corre dietro ai due animali e sembra afferrare la coda del cane; dall’iscrizione sappiamo che si tratta di Cefalo (???????). Data la particolare impostazione caricaturale della rappresentazione, si può azzardare che in questo caso la fonte di riferimento fosse una commedia perduta; è infatti fuori dal comune ed estraneo ad ogni descrizione dell’eroe in nostro possesso il fatto che egli venga rappresentato come un pigmeo.

Roberta Talone