
Titolo dell’opera: Cefalo e Procri
Autore:
Datazione: 370 a.C. ca.
Collocazione: Francia, Collezione Mouret
Committenza:
Tipologia: vaso attico (kylix)
Tecnica: pittura a figure rosse
Soggetto principale: Procri dona il cane Lelape a Cefalo
Soggetto secondario:
Personaggi: Procri, Cefalo
Attributi: cane (Procri); cane (Cefalo)
Contesto:
Precedenti:
Derivazioni:
Bibliografia: Mouret F., Corpus Vasorum Antiquorum, France, Collection Mouret, Librairie Ancienne Honoré Champion, Parigi 1924, pl. I, 1; Beazley J.D., Attic red-figure vase-painters, Hacker art books, New York 1984, vol. II, p. 1512, n. 16; Simantoni-Bournia E., ad vocem “Kephalos”, in Lexicon Iconographicum Mytologiae Classicae, Verlag, Zurigo-Monaco 1992, vol. VI, 1, p. 6, n. 28
Annotazioni redazionali: Rispetto alle numerose raffigurazioni di Cefalo inseguito e/o rapito da Aurora registrate nell’arte classica, rarissime sono quelle in cui i due protagonisti del mito in esame, Cefalo e Procri, sono rappresentati insieme (Cfr. scheda opera 07). Nel vaso si fronteggiano un uomo e una donna; tra di loro, nonostante una lacuna, è riconoscibile il profilo di un cane da caccia. Grazie alle iscrizioni presenti, i due personaggi sono stati identificati nel 1924 (Mouret) con Cefalo (ΚΕΦΑΛΟΣ) e Procri (ΠΟΚΡΙΣ). Il momento rappresentato sembrerebbe essere quello del riconoscimento e della riconciliazione tra i due, in cui Procri sta per donare al compagno Lelape, il cane da caccia infallibile. Se di norma Procri viene dipinta come una cacciatrice (Cfr. scheda opera 04), in questo caso è rappresentata come una elegante donna ateniese. Rispetto al cratere conservato al British Museum in cui era raffigurato il tragico epilogo del mito con la morte di Procri, qui viene privilegiato un momento diverso, rappresentato secondo quel gusto per il genere idilliaco di moda nel IV sec. a.C..
Roberta Talone
