07: Cefalo e Procri

Titolo dell’opera: Morte di Procri

Autore: Pittore di Efesto (Beazley)

Datazione: 440-430 a.C.

Collocazione: Londra, British Museum

Committenza:

Tipologia: vaso attico (cratere)

Tecnica: pittura a figure rosse

Soggetto principale: al centro Procri morente colpita da una lancia; a sinistra Cefalo disperato

Soggetto secondario: da destra accorre Eretteo

Personaggi: Cefalo, Procri, Eretteo

Attributi: lancia, cane, petaso, clava (Cefalo); lancia, cane (Procri); scettro (Eretteo)

Contesto:

Precedenti:

Derivazioni:

Immagini:

Bibliografia: Beazley J.D., Attic red-figure vase-painters, Hacker art books, New York 1984, vol. II, p. 1114, n. 15; Simantoni-Bournia E., ad vocem “Kephalos”, in Lexicon Iconographicum Mytologiae Classicae, Verlag, Zurigo-Monaco 1992, vol. VI, 1, p. 2, n. 26

Annotazioni redazionali: Rispetto alle numerose raffigurazioni di Cefalo inseguito e/o rapito da Aurora registrate nell’arte classica, rarissime sono quelle in cui i due protagonisti del mito in esame, Cefalo e Procri, sono rappresentati insieme (Cfr. scheda opera 11). In questo cratere troviamo Cefalo, in piedi sulla sinistra, con clamide, petaso e un bastone; accanto a lui il suo cane da caccia, Lelape. Tiene la mano sinistra sulla fronte, in segno di disperazione; infatti, al centro della composizione vediamo Procri, caduta in terra perché colpita dalla lancia che Cefalo ha appena scagliato, inconsapevole della presenza dell’amata. Con la mano destra Procri sembra voler estrarre la lancia dal proprio petto, ma l’oscura presenza in alto di una sirena, demone della morte, lascia intendere l’esito tragico della vicenda. Dalla destra accorre Eretteo (Simantoni-Bournia, 1992), mitico re di Atene, padre di Procri secondo le fonti, riconoscibile dallo scettro. La composizione focalizza sulla scena drammatica della morte di Procri, rappresentata così come la descriverà Apollodoro solo nel II a.C. (Ceffc03); questa discrepanza cronologica fa supporre che il pittore si sia rifatto ad una versione perduta del mito. Eva Simantoni-Bournia (1992), rifacendosi a Schefold, ipotizza che la composizione del cratere di Londra faccia riferimento a qualche opera famosa, forse un dipinto realizzato per rappresentare una tragedia perduta di Socrate sul mito di Cefalo e Procri, tragedia datata secondo la critica intorno al 460 a.C., appena venti anni prima la realizzazione di questo cratere.

Roberta Talone