
Titolo dell’opera: Cefalo inseguito da Aurora
Autore: Pittore di Altamura (Beazley)
Datazione: 460-450 a.C.
Collocazione: Parigi, Museo del Louvre (proveniente da Nola)
Committenza:
Tipologia: vaso attico (pelike, h. 45,30 cm; diam. 33,70 cm.)
Tecnica: pittura a figure rosse
Soggetto principale: Aurora afferra Cefalo per un braccio, mentre lui cerca di sfuggirle
Soggetto secondario:
Personaggi: Aurora, Cefalo
Attributi: ali (Aurora); cane, due lance (Cefalo)
Contesto:
Precedenti:
Derivazioni:
Immagini: http://www.photo.rmn.fr/LowRes2/TR1/G7GO5/03-014985.jpg;
http://cartelfr.louvre.fr/cartelfr/visite?srv=car_not_frame&idNotice=12873
Bibliografia: Beazley J.D., Attic red-figure vase-painters, Hacker art books, New York 1984, vol. II, p. 594, n. 52; Weiss C., ad vocem “Eos”, in Lexicon Iconographicum Mytologiae Classicae, Verlag, Zurigo-Monaco 1986, vol. III, 1, p. 761, n. 74
Annotazioni redazionali: Nel vaso è raffigurata la dea Aurora che, dopo aver rincorso un giovane, riesce a raggiungerlo e ad afferrarlo per le spalle. Il fatto degno di nota è che questa stessa iconografia deve essere stata utilizzata in antichità per la rappresentazione di due miti differenti: pur rimanendo la figura di Aurora praticamente identica nelle fattezze e negli attributi, il giovane viene raffigurato a volte – come in questo caso – con in mano una o due lance, altre volte con una lira. Tale duplicità nasce dal fatto che nella mitologia greca Aurora si rende protagonista di due diversi rapimenti di origine amorosa: quello del cacciatore Cefalo e quello di Titone, giovane musico che diventerà suo marito, restandole accanto per l’eternità ma invecchiando accanto a lei giorno dopo giorno. Come rilevato dalla critica, a volte sui vasi in cui è rappresentato il ragazzo armato compare l’iscrizione ΚΕΦΑΛΟΣ che invece non compare mai nel caso in cui il giovane stringe in mano lo strumento musicale. Il cane, non sempre presente come attributo del giovane Cefalo, facilita ulteriormente l’identificazione del soggetto.
Roberta Talone
