02: Cefalo e Procri

Titolo dell’opera: Aurora rapisce Cefalo (?)

Autore: Pittore di Telephos

Datazione: 470-460 a.C.

Collocazione: Boston, Museum of Fine Arts (proveniente da Vulci)

Committenza:

Tipologia: vaso attico (kylix, h. 10,2 cm, diam. 32,6 cm)

Tecnica: pittura a figure rosse

Soggetto principale: Aurora rapisce Cefalo

Soggetto secondario: sull’esterno della coppa degli uomini compiono sacrifici intorno a un altare

Personaggi: Cefalo, Aurora, uomini

Attributi: ali (Aurora)

Contesto:

Precedenti:

Derivazioni:

Immagini: http://72.5.117.144/fif=fpx/C/C28325.fpx&obj=iip,1.0&wid=800&cell=800,800&cvt=jpeg; esterno della coppa: http://72.5.117.144/fif=fpx/C/C8140.fpx&obj=iip,1.0&wid=800&cell=800,800&cvt=jpeg

Bibliografia: Becatti G., Sulle orme di Kephalos, in “Archeologia classica”, IV, 2, 1952, pp. 162-173; Weiss C., ad vocem “Eos”, in Lexicon Iconographicum Mytologiae Classicae, Verlag, Zurigo-Monaco 1986, vol. III, 1, pp. 747-789

Annotazioni redazionali: Questa Kylix conservata a Boston mostra una raffigurazione complessa e piuttosto problematica. All’interno della coppa è raffigurato un rapimento: protagonisti sono la dea Aurora e un giovane nudo con un mantello poggiato sulle spalle, privo di qualsiasi attributo che possa consentirci di identificarlo inequivocabilmente. Le fonti, infatti, narrano due episodi simili – ma dal finale molto diverso – in cui Aurora è coinvolta nel rapimento di due giovani mortali di cui si era innamorata: Cefalo, il giovane cacciatore innamorato di Procri, che non ricambia l’amore della dea; e Titone, principe troiano e musico che andrà in sposo ad Aurora, la quale chiese per lui a Giove l'immortalità, dimenticando di chiedere anche l'eterna giovinezza. I due sono generalmente riconoscibili grazie a dei dettagli che li identificano come cacciatore nel caso di Cefalo (lancia, cane, cappello) o come musico nel caso di Titone (lira), entrambi assenti nel caso di questa kylix. Giovanni Becatti (1952) nel suo articolo dedicato a questa iconografia complessa, dopo aver riconosciuto la finezza esecutiva della scena del rapimento, concentrò la sua attenzione sull’esterno della coppa, dove troviamo una teoria di uomini in cammino verso un’ara sulla quale è acceso un fuoco. Becatti sosteneva che la scena raffigurata sull’esterno fosse la chiave per interpretare univocamente quella interna del rapimento: facendo riferimento al testo di Pausania (Ceffc09), egli interpretò gli uomini in processione come i discendenti di Cefalo, i Kephalidai, che sacrificano ad Apollo su consiglio dell’oracolo di Delfi per poter essere rinominati cittadini ateniesi dopo l’esilio subito dal proprio avo a causa dell’uccisione Procri. Se questa interpretazione fosse corretta, di conseguenza potremmo identificare la scena all’interno della coppa come quella del rapimento di Cefalo da parte di Aurora. Va tuttavia segnalato che sul sito del Museum of Fine Arts di Boston la coppa è catalogata come il rapimento di Titone e che la teoria di uomini sull’esterno viene descritta semplicemente come una processione, forse di familiari e amici di Titone stesso.

Roberta Talone