14: Pallade e Aracne

Titolo dell'opera: Minerva trasforma Aracne in un ragno

Autore:

Datazione: 1484

Collocazione: Parigi, Bibliotheque Nationale, Ms. Res g Ye 1002, manoscritto delle Metamorfosi di Ovidio, tradotte in francese da Colard Mansion

Committenza:

Tipologia: incisione

Tecnica: xilografia

Soggetto principale: Minerva osserva Aracne, ormai trasformata in ragno

Soggetto secondario: sullo sfondo, Minerva, travestita da vecchia, parla con Aracne

Personaggi: Aracne, vecchia (Minerva), Minerva

Attributi: telaio, ragno (Aracne); bastone (vecchia-Minerva)

Contesto: interno

Precedenti:

Derivazioni:

Immagini: http://gallica.bnf.fr/scripts/Notice.php?O=02200017

Bibliografia: Angulo Iñiguez D., Las Hilanderas. Sobre la iconografia de Aracne, in “Archivio Español de Arte”, XXV, 1952, pp. 67-84.

Annotazioni redazionali: questa xilografia si trova nella prima edizione a stampa delle Metamorfosi di Ovidio in francese curata da Colard Mansion e uscita a Bruges nel 1484. Si tratta di una versione abbreviata e volgarizzata di un manoscritto conservato a Copenaghen (Biblioteca Reale, Ms.Thot 399), contenente l'Ovide moralisé con l'introduzione di Berchorius. In quest’incisione viene raffigurata in primo piano la metamorfosi di Aracne in ragno (Met., VI, vv. 136-145), sullo sfondo il tentativo di Minerva, travestitasi da vecchia, di convincere la giovane tessitrice a non sfidare la dèa in una gara di tessitura (Met., VI, vv. 26-34). La scena sullo sfondo segue l’iconografia tradizionale: Aracne, intenta a lavorare ad un piccolo telaio portatile (ne è raffigurato uno simile in una miniatura dell’Epistre d’Othea – Cfr. scheda opera 10), parla con l’anziana Minerva; sullo sofndo il momento della trasformazione è raffigurato in maniera particolare: Aracne non è appesa a un albero o a un’asse, ma si trova – ormai ragno – a strisciare per terra. L’insetto fuoriesce da quello che era il vestito della giovane: questo particolare sottolinea la trasformazione avvenuta e la relativa consunzione del corpo di Aracne. Minerva si limita a toccare la veste con la punta di un piede, quasi a voler sottolineare il disprezzo provato per la sua vittima. Questo atteggiamento, che non trova riscontro nell’opera ovidiana, dove anzi si dice che Minerva provò compassione per Aracne (Met., VI, v. 135), è giustificabile poiché l’incisione non si trova all’interno di una semplice traduzione delle Metamorfosi ma in una moralizzazione dell’opera latina, dove passa una lettura negativa della figura di Aracne. A proposito di questa xilografia e di quella dell’edizione del De Claris Mulieribus di Ulm del 1473 (Cfr. scheda opera 13), Diego Angulo Iñiguez sottolinea che – rispetto alla successiva tradizione rinascimentale – questi due “artisti gotici” prediligono gli aspetti tragici del mito: il suicidio di Aracne e la sua metamorfosi in ragno.

Chiara Mataloni