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AGOSTINO D’IPPONA, La città di Dio, VII, 20

Traduzione tratta da: http://www.augustinus.it/italiano/cdd/index.htm


Libro settimo. L’interpretazione naturalistica degli dei eletti e la salvezza


20. Interpretazione naturalistica del mito di Cerere e Proserpina


Fra i misteri di Cerere sono segnalati quelli Eleusini che furono molto conosciuti dagli Ateniesi. Di essi Varrone non interpreta niente, salvo il tema riguardante il frumento, che Cerere trovò, e che Proserpina invece perdé col ratto di Plutone. Dice anche che Proserpina significa la fecondità dei semi. Essendo la fecondità venuta a mancare per un certo tempo, spiega Varrone, e per conseguenza essendo la terra devastata dalla sterilità, sorse la saga che Plutone avesse rapito e trattenesse nell'oltretomba la figlia di Cerere, cioè la stessa fecondità che era chiamata Proserpina da proserpere, cioè sgusciar fuori. Il fatto fu celebrato con pubblico lutto. E dopo che tornò la fecondità, nacque la gioia per la restituzione di Proserpina e furono quindi istituiti i misteri solenni. Infine Varrone dice che nei misteri di Cerere molti riti tradizionali riguardano esclusivamente la scoperta del frumento.