III-II sec. a.C. o I-II sec. d.C.
Inni Orfici, XXIX
Traduzione tratta da: Inni Orfici, a cura di Faggin G., Officine Grafiche Fratelli Stianti, Sancasciano Val di Pesa (Firenze) 1949
Inno a Persefone
O Persefone, figlia del grande Zeus, vieni, o beata,
unigenita dea, e accetta benigna questi riti;
o venerata sposa di Plutone, saggia, datrice di vita,
che governi le porte dell’Ade nei sotterranei recessi,
o Prassidike dalle amabili chiome, o sacro fior di Deò,
delle Eumenedi madre, degli Inferi regina,
cui giovinetta Zeus rese feconda di un’arcana prole,
tu del fremente, multiforme Eubuleo genitrice
e delle Hore compagna, splendida, maestosa
sacra signora del mondo, di frutti vergine copiosa,
fulgida, cornuta, solo ai mortali amica,
gioia primaveril che ti compiaci dei prati sfiorati dal vento
e riveli la tua sacra presenza coi germogli fecondi
tu che fosti rapita alle nozze verso il tempo autunnale,
vita e morte tu sola ai mortali infelici,
o Persefone: ché tu sempre nutri e tutto uccidi.
Odimi, o dea beata: i tuoi frutti mandaci su dalla terra
tu che in pace fiorisci e nella dolce salute
e fa che la vita felice adduca la prospera vecchiezza
verso il tuo regno, o signora, e verso il potente Plutone.
