
Titolo dell'opera: Tizio
Autore: Cornelis Cornelisz Van Haarlem
Datazione: 1588
Collocazione: Vienna, Graphische Sammlung Albertina
Committenza:
Tipologia: disegno
Tecnica: penna e inchiostro marrone su carta di colore rossastro/marrone
Soggetto principale: la punizione di Tizio
Soggetto secondario:
Personaggi: Tizio
Attributi: avvoltoio e serpente (Tizio)
Contesto: non definito
Precedenti:
Derivazioni:
Bibliografia: Van Thiel P.J.J., Cornelis Cornelisz Van Haarlem (1562-1638), Davaco Publishers, Belgium 1999, pp. 159-160
Annotazioni redazionali: Il disegno realizzato a penna e inchiostro marrone su carta di colore rossastra è datato 1588 e firmato Cornelis van Haarlem fecit. L’opera ci mostra Tizio sdraiato su una lastra rocciosa minacciato da un avvoltoio che sta per avventarsi spietatamente sul suo fegato e da un grande serpente che sembra costituire per il dannato una minaccia più temibile del volatile. Se la presenza del serpente sul luogo della punizione di Tizio sembra essere una costante iconografica (l’animale compare infatti nel Tizio di Tiziano, di Michelangelo, di Martino Rota e di Cornelis Cort) è interessante sottolineare che l’animale compare in una sola fonte. La tradizione letteraria del mito di Tizio è infatti sostanzialmente univoca. Le fonti concordano sia sul motivo della punizione del gigante (tentò di violare Latone madre di Apollo e Diana), che sulla punizione stessa: uno o più avvoltoi rodono il fegato o il cuore di Tizio (differenza quest’ultima che può semplicemente essere dovuta alla traduzione delle fonti latine in epoca rinascimentale; in latino iecur significa infatti fegato ma poiché quest’ultimo era considerato la sede dei sentimenti può essere tradotto anche come cuore). Costituisce un’eccezione in questo panorama testuale così omogeneo Igino, che nalla favola 55 descrive la punizione eterna di Tizio come attuata non da un avvoltoio ma da un serpente.
Tiziana Villani