46: Perseo e Andromeda

Titolo dell’opera: Perseo libera Andromeda

Autore: Peter Paul Rubens

Datazione: 1622 ca.

Collocazione: Berlino, Gemäldegalerie

Committenza:

Tipologia: dipinto

Tecnica: olio su tavola (100 x 138,5 cm)

Soggetto principale: Perseo libera Andromeda

Soggetto secondario: amorini che giocano intorno a Pegaso; amorino che aiuta a sciogliere le corde

Personaggi: Perseo, Andromeda, Pegaso, drago marino, cinque amorini

Attributi: nudità, corde (Andromeda); corazza, elmo, spada, calzari alati (Perseo)

Contesto: paesaggio marino

Precedenti:

Derivazioni: Copia dell’atelier di Rubens, Vienna, Galleria Liechtenstein; copia da Rubens, Postdam, Galleria di Sans-Souci; copia da Rubens, Museo di Arles; copia da Rubens, Museo di Lisbona

Immagine: www.abcgallery.com

Bibliografia:  Rooses M., L’oeuvre de P.P. Rubens, Jos Maes editore,Anversa 1890, III, pp. 144-45; Burchard L., Corpus Rubenianum, XIII (1), Subjects from history by McGrath E., II, Catalogue and Indexes, Harvey Miller Publishers, pp. 202-03, 208-09; Jaffé M., Catalogo completo di Rubens, Rizzoli, 1989, p. 375; Davidson Reid J.-Rohmann C., The Oxford Guide to Classical Mythology in the Arts, 1300-1990, New York – Oxford, 1993, p. 877

Annotazioni redazionali: Questo dipinto costituisce il pendant del Perseo incoronato, conservato al Museo dell’Hermitage a San Pietroburgo (Cfr. scheda opera 47). Andromeda è attaccata alla roccia, nuda. Al suo fianco due amorini, uno dei quali aiuta Perseo a sciogliere le corde che la legano. L’eroe ha la testa coperta da un elmo e indossa una corazza e il mantello dell’invisibilità. Alla sua destra c’è Pegaso che è tenuto da un amorino, mentre un altro lo monta e un terzo cerca di issarvisi sopra. A fior d’acqua s’intravede il corpo del mostro marino ucciso. Il quadro è interamente opera di Rubens. Gli autori del catalogo del museo di Berlino sono dell’avviso che la scena potrebbe anche rappresentare la liberazione di Angelica da parte di Ruggero, l’eroe dell’Ariosto. Secondo questa ipotesi il cavallo che noi chiamiamo Pegaso sarebbe invece l’ippogrifo. A favore dell'identificazione con Perseo e Andromeda c'è il fatto che Rubens trattò numerose volte il medesimo soggetto, anche su una delle facciate del cortile della sua abitazione. Dalla stampa di Harrewyn che rappresenta questo cortile si distingue perfettamente la scena, molto simile a quella di una stampa tarda del quadro che possiede attualmente il Museo di St. Pietroburgo (Cfr. scheda opera 47). Il dipinto proviene dai castelli reali. Descamps (1753) lo ricorda presso M. Pasquier a Rouen e con la sua collezione fu messo all’asta a Parigi nel 1755. Nel 1764 era nella collezione di Federico II di Prussia a Sansouci da dove fu trasferito nel 1830, nella sede odierna.

Anna Cola