42: Perseo e Andromeda

Titolo dell’opera: Perseo e Andromeda

Autore: Annibale Carracci

Datazione: 1603-1605

Collocazione: Roma, Palazzo Farnese, galleria, parete sud

Committenza: cardinale Odoardo Farnese

Tipologia: pittura murale

Tecnica: affresco

Soggetto principale: Andromeda incatenata

Soggetto secondario: a sinistra Perseo a cavallo di Pegaso combatte contro il mostro marino; sulla destra dei personaggi lungo la spiaggia indicano cosa sta accadendo; in primo piano i genitori di Andromeda si disperano per la sorte della figlia

Personaggi: Perseo, Andromeda, drago marino, Pegaso, Cefeo, Cassiopea

Attributi: calzari alati, copricapo alato, spada, Pegaso, testa di Medusa (Perseo); nudità, catene (Andromeda)

Contesto: paesaggio costiero

Precedenti: Andromeda, studio preparatorio, disegno a penna, Windsor Castle, 1604; Andromeda, studio preparatorio, disegno a penna, Parigi, Musée du Louvre, 1604

Derivazioni: Carlo Cesio, Andromeda legata alla roccia, serie “Galeria Nel Palazzo Farnese in Roma... da Annibale Carracci, after Annibale Carracci”, tav. 11, incisione, acquaforte

Immagini: http://amweb.free.fr/andart/gallery/17e/carracci1.jpg

Bibliografia: Martin J.R., The Farnese Gallery, Princeton University Press, Princeton 1965, pp. 128-129, 230-233; Briganti G., Chastel A., Zapperi R., Gli amori degli dei: nuove indagini sulla Galleria Farnese, Edizioni dell'Elefante, Roma 1987, pp. 15-20, 25-47; Beldon Scott J., The meaning of Perseo and Andromeda in the Farnese Gallery and on the Rubens House, in "Journal of the Warburg and Courtauld Institutes", 51, 1988, pp. 250-260; Loisel-Legrand C., De l'imitation à la recherche du naturel : l'"Andromède" d'Annibale Carracci, in Andromède ou le héros a l'épreuve de la beauté, a cura di  Siguret F., Klincksieck, Parigi 1996, pp. 85-107; De Luca A., Palazzo Farnese: ambasciata di Francia a Roma, F. M. Ricci, Milano 2000, pp. 38-40, 123; Strinati C., Annibale Carracci, in "Art e Dossier", n. 168, giugno 2001

Annotazioni redazionali: Le pitture delle pareti della Galleria Farnese furono eseguite in una seconda fase rispetto agli affreschi della volta (1597), tra il 1603 ed il 1605, infatti, ci fu un’interruzione dei lavori tra la fine del maggio 1601 e la primavera del 1603. Secondo Zapperi, Odoardo cercava di riavvicinarsi al Papa ed avrebbe voluto attenuare il carattere scandaloso delle decorazioni, non a caso la figura di Andromeda non è completamente nuda ma è semi coperta da un drappo bianco. In questa scena mitologica è quindi privilegiato un contenuto moraleggiante, associato agli emblemi farnesiani. Infatti il tema ovidiano potrebbe alludere qui al trionfo del vincolo matrimoniale sulle forze avverse e sulla perdizione dei sensi, in relazione alle pitture della volta, con le quali i due riquadri di Perseo costituiscono un unico programma iconografico.Annibale s’ispirò ai grandi esempi della cappella Sistina e della loggia di Psiche della Farnesina. All’esecuzione dell’affresco avrebbero partecipato Domenichino, Sisto Baldoccio e forse Innocenzo Tacconi, nipote di Ludovico Carracci. Nonostante l’eleganza della figura principale, questo è uno degli affreschi di Annibale riusciti meno bene, non solo per l’esecuzione, ma specialmente per il lato destro che tradisce l’intervento di un’assistente. Prese come modello l’illustrazione di Bernard Salomon (Cfr. scheda opera 34), da cui trasse solo la parte sinistra con Perseo a cavallo di Pegaso, aggiungendo però la testa di Medusa; il dettaglio del mostro che viene pietrificato si ritrova in Luciano (Andrfc15) ed era stato gia registrato da Bollori nelle Vite: “… con l’altra tiene per li capelli la formifabil testa di Medusa e l’oppone contro la balena che già impallidisce in sasso e divien immobil scoglio”. Nella parte destra compaiono Cefeo e Cassiopea; quest’ultima esprime il suo dolore in modo molto enfatico rivolgendo le braccia al cielo.

Silvia Cremona