33: Perseo e Andromeda

Titolo dell’opera: Perseo e Andromeda

Autore: Paolo Caliari, detto Veronese

Datazione: seconda metà del sec XVI

Collocazione: Rennes, Musee des Beaux Arts

Committenza:

Tipologia: dipinto

Tecnica: olio su tela (260 x 211 cm)

Soggetto principale: Perseo che si accinge ad affrontare un mostro marino per liberare Andromeda incatenata.

Soggetto secondario:

Personaggi: Andromeda, Perseo, drago.

Attributi: catene (Andromeda); calzari alati, spada, elmo alato, scudo (Perseo)

Contesto: paesaggio marino

Precedenti:

Derivazioni:

Immagini: http://www.mbar.org/collections/catalogue/14-18/036-37.htm

Bibliografia: Vertova L., Veronese, Electa, Milano 1952; Marini R., L’opera completa del Veronese, Milano Rizzoli, 1968; Pignatti T., Veronese, Venezia Alfieri Editore, 1976; Pignatti T., Veronese: Catalogo completo dei dipinti, Firenze 1991; Pedrocco F., Veronese, in “Art e Dossier”, 142, febbraio 1999; Pedrocco F., Veronese, Classici dell'Arte Rizzoli/Skira, Milano 2003; Gentili A. (e altri), Veronese. La pittura profana, in “Art e Dossier”, 209, marzo 2005

Annotazioni redazionali: Le origini di questo quadro sono tuttora sconosciute: la sua storia è ricostruibile a partire dal 1662, quando faceva parte della collezione di Nicolas Fouquet, ricco finanziere francese. Successivamente l’opera venne acquistata da Luigi XIV, esposta a Versailles, e solamente verso la fine del XVIII secolo giunse presso la sede attuale. Sono state diverse le ipotesi riguardanti la datazione e l’autografia; ad esempio Marini (1968) ritiene che l’opera sia un lavoro di bottega, probabilmente di mano di Francesco Montemazzano. Anche la Vertova condivide l’ipotesi del quadro ritenuto un lavoro tardo di bottega. Grazie al restauro del 1980, si è ottenuta una maggiore leggibilità dell’opera che ha permesso agli studiosi di riconoscervi le caratteristiche tecniche e cromatiche del Veronese, riuscendo a fugare ogni dubbio riguardo la oramai certa autografia del quadro. Per parallelismo con le Allegorie di Amore della National Gallery di Londra, si pensa che l’opera sia stata eseguita intorno al 1576-1578. Da notare le analogie stilistiche e compositive con il Tintoretto, autore di un dipinto raffigurante questo mito di ubicazione ignota: dall’impostazione dinamica dell’azione (posa di Andromeda, specchio dello stato d'animo della fanciulla, che sembra ritrarsi spaventata), all’audace prospettiva della figura di Perseo. Tipico della pittura di Veronese l'eloquente gioco di sguardi tra Perseo, Andromeda e il mostro, ulteriormente sottolineato dalla struttura triangolare della composizione. Particolare omesso da Veronese, presente invece nel testo ovidiano (Andrfc09), la testa della Gorgone. Sullo sfondo una città con alcune figure appena visibili.

Roberta Cipriani

Francesca Pagliaro