28: Perseo e Andromeda

Titolo dell’opera: Liberazione di Andromeda

Autore: Pietro Bonaccorsi, detto Perino del Vaga (1501-1547)

Datazione: 1546

Collocazione: Roma, Castel Sant’Angelo, Appartamento Farnese, Sala di Perseo, parete ovest

Committenza: Paolo III Farnese

Tipologia: pittura muraria

Tecnica: affresco

Soggetto principale: liberazione di Andromeda

Soggetto secondario: uccisione del mostro

Personaggi: Andromeda, Perseo, Cefeo, Cassiopea, mostro marino, Nereidi, uomo

Attributi: nudità, catene (Andromeda); scudo, falcetto, calzari alati, elmo alato (Perseo)

Contesto: paesaggio marino

Precedenti: disegno preparatorio, Prato, collezione privata

Derivazioni:

Immagini:

Bibliografia: Bruno R., Perin del Vaga, poetica dell’idea e stile in Castel Sant’Angelo, in “Critica d’arte”, n. 123;124;126, 1972; Gaudioso E., I lavori farnesiani a Castel Sant’angelo: precisazioni e ipotesi, in “Bollettino d’arte” n. 1-4, 1976; D’Onofrio C., Castel Sant’Angelo e Borgo tra Roma e Papato, Romana Società Editrice, Roma 1977; Aliberti Gaudioso F.M.-Gaudioso E., Gli affreschi di Paolo III a Castel Sant’Angelo, 1543-1548, catalogo della mostra, Roma 1982; Dacos. N., Perino, Luzio, Zaga e Tibaldi: la mostra dell’appartamento di Paolo III, in “Bollettino d’arte” n. 13, 1982; Parma Armani E., Perin del Vaga, l’anello mancante, SAGEP Editrice, Genova 1986; Cieri Via C., L’Arte delle metamorfosi, Lithos, Roma 2003.

Annotazioni redazionali: Tra il 1543 e il 1548 Paolo III Farnese si fa allestire un appartamento nello stesso castello da cui era evaso anni prima e ne affida la decorazione alla bottega Perin del Vaga. È difficile, se non impossibile, distinguere l’opera di Perino da quella dei suoi collaboratori; è probabile che in molti casi egli si sia solo limitato a fornire i disegni preparatori secondo una prassi molto diffusa. Si ipotizza che Perino in certi casi possa aver demandato alla bottega la realizzazione stessa dei disegni di cui restano, tra bozzetti preparatori e copie di bottega, numerose tracce sparse in diverse raccolte. La decorazione della cosiddetta Sala di Perseo, un ambiente di passaggio tra la grande Sala Paolina e la celebre Sala di Psiche, consiste in un ampio fregio che corre in alto tutto intorno le pareti in cui le storie di Perseo (Commiato di Perseo da Danae e Polidette; Perseo tra le ninfe stige; Perseo in cerca di Medusa; Uccisione di Medusa; Liberazione di Andromeda; La nascita del Corallo - Cfr. scheda opera 29) sono inserite come quadri riportati in un’ampia e preponderante decorazione comprendente dame con liocorni, putti e ghirlande floreali. Lo schema deriva dalla decorazione di alcune sale del Palazzo Massimo alle Colonne, mentre le storie probabilmente sono da ricollegare a quelle analoghe affrescate da Perino a Villa Doria a Genova; purtroppo la decorazione della Sala di Perseo genovese è praticamente perduta in seguito all’ultima guerra. Negli sguanci delle finestre sono dipinte altre favole mitologiche, senza però alcuna connessione con la storia di Perseo. L’affresco (quinta scena, parete ovest) mostra in un ampio paesaggio marino tre momenti della liberazione di Andromeda: a sinistra Perseo vede Andromeda, nuda e incatenata alla roccia; l’eroe è caratterizzato dai suoi classici attributi ad eccezione del falcetto, che compare invece successivamente. Dietro la roccia di Andromeda si intravedono alcune Nereidi, una delle quali riprende la Galatea di Raffaello alla Farnesina (Cfr. scheda opera relativa). Al centro, a raccordo delle due scene laterali, si vede Perseo parlare con Cefeo e Cassiopea, genitori di Andromeda; è presente anche un’altra figura maschile. Infine, a destra il momento dell’uccisione del mostro marino. Da notare la tangenza iconografica dell’immagine di Perseo con l’Arcangelo Michele raffigurato nel comparto centrale del soffitto, collegabile alla lettura allegorica della decorazione come trionfo del papa Farnese (Perseo) sull’eresia luterana (Medusa e il mostro).

Antonio Caterino