29: Ermafrodito e Salmace

Titolo dell'opera: Ermafrodito e Salmace

Autore: Sisto Badalocchio (Parma 1581-85 / Ordogno 1647)

Datazione: 1610 circa

Collocazione: Roma, Galleria Pallavicini

Committenza:

Tipologia: dipinto

Tecnica: olio su tela

Soggetto principale: *

Soggetto secondario:

Personaggi: *, cane                                                      

Attributi: accarezza un cane ?, drappo, gambe incrociate, nudità, piedi nella fonte (Ermafrodito);acconciatura, drappo, inginocchiata, nudità, osserva Ermafrodito (Salmace)

Contesto: paesaggio boscoso con fonte

Precedenti: Ludovico Carracci, Ermafrodito e Salmace, disegno,Firenze, Fondazione Horne (Cfr. scheda opera 26); Ludovico Carracci, Ermafrodito e Salmace, disegno,Windsor Castle

Derivazioni:

Immagini: 

Bibliografia: Tietze H., Annibale Carraccis galerie im Palazzo Farnese, in Jabhuch der Kunsthistorichen Jammlungen des Allerho Chsten Kaiserhausen, XVI, 2, 1906;Wittkower R., The drawings of the Carracci in the collection of her Majesty the Queen at Windsor Castle, London, The Phaidon Press, 1952; Zeri F., La Galleria Pallavicini in Roma: catalogo dei dipinti, Sansoni, Firenze 1959

Annotazioni redazionali: L’attribuzione a Baldoccio proposta da Tietze e accettata da Mahon va tenuta come definitiva. Il dipinto mostra un momento culturale che ad un forte influsso di Lodovico Carracci unisce il riflesso specie nella gamma cromatica di Bartolomeo Schedoni e dei parmensi del tardo Cinquecento. La medesima composizione è in un disegno della Fondazione Horne di Firenze che presenta rispetto al dipinto alcune varianti specie nel paesaggio. Un secondo disegno nella Biblioteca Reale di Windsor Castle , mostra una composizione pressoché identica, ma allungata in senso verticale con numerose varianti e aggiunte nel paesaggio. Un terzo disegno, riproducente quello di Windsor era nella Collezione  Charles Rogers che la pubblica sotto il nome di Agostino Carracci in A Collection of prints in imitation of drawings vol. II London, 1778 pag. 33. L’ipotesi del Wittkower secondo la quale il disegno di Firenze sarebbe l’originale di Lodovico Carracci dal quale (forse per una stampa mai eseguita) venne tratta da un allievo la copia di Windsor. E’invece incerto se il presente dipinto del Baldocchio derivi da disegno di Firenze o se il modello sia stato un dipinto dei Carracci. Un Salmace ed Ermafrodito di Lodavi Carracci esisteva nella Collezione del Cavalier Marino, come ricorda il Malvasia; senonché il dipinto del Cavalier Marino era “una fantasia oscena e lascivia con due personaggi ignudi e abbracciati in mezzo alla fontana”, secondo cioè la composizione che Annibale Carracci riprese in uno degli scomparti della Galleria di Palazzo Farnese e Francesco Albani nel dipinto della Galleria Sabauda di Torino. Un secondo Salmace ed Ermafrodito di Lodovico Carracci era secondo il Malvasia in casa Landini a Bologna. E' molto probabile che il dipinto in questione debba essere identificato con quello che sotto il nome di Lodovico Carracci si trovava nel 1632 nella collezione di Roberto Canonici a Ferrara, dispersa dopo 1638 quando il palazzo che la racchiudeva venne devastato da un incendio. (Zeri 1959)

Anna Gentili