15: Ermafrodito e Salmace

Titolo dell'opera: Ermafrodito e Salmace

Autore: anonimo disegnatore fiorentino del XIV sec.

Datazione: 1370-80 ca.

Collocazione: Firenze, Biblioteca Nazionale, Codice Panciatichi 63, manoscritto de I libri delle Metamorfosi d’Ovidio, volgarizzato da ser Arrigo Simintendi da Prato, f. 35

Committenza:

Tipologia: disegno

Tecnica: penna a bistro

Soggetto principale: *

Soggetto secondario:

Personaggi: *,cane (?), uccello

Attributi: lotta, nudità, seno (Ermafrodito); lotta, nudità (Salmace)

Contesto: paesaggio con fonte, alberi e rocce

Precedenti:

Derivazioni:

Immagini:

Bibliografia: Francini Ciaranfi A.M., Appunti su antichi disegni fiorentini per le "Metamorfosi" di Ovidio, in Scritti di storia dell' arte in onore di Ugo Procaccino, Electa, Milano1977, pp. 177-180; Guthmüller B., Mito, Poesia, Arte. Saggi sulla tradizione ovidiana nel rinascimento, Bulzoni, 1997, pp. 125-127

Annotazioni redazionali: La miniatura è tratta da una traduzione dell'Ovidius Maior composta verso il 1330 dal notaio Ser ArrigoSimintendi da Prato."Simintendi vuole restare il più vicino possibile all'originale (Ovidio), sia nella lingua che nello stile e sceglie, quindi, per la traduzione, la prosa: gareggia con Ovidio nella brevità e nello spessore dell'espressione; pur di riprodurre con la massima fedeltà possibile la forma linguistica dell'ammirato testo classico non esita a piegare la lingua volgare a costruzioni latine che non gli sono famigliari. Il suo Ovidio Maggiore è un tipico prodotto della prima metà del Trecento, quando nei comuni della Toscana numerosi traduttori, memori della diversità e della superiorità linguistica, stilistica e culturale dell'Antichità classica e in relazione al predomino culturale della Francia, cercavano di arricchire la prosa volgare di nuove forme d'espressione, attraverso una stretta aderenza ai modelli classici. I volgarizzamenti classici assumono quindi una notevole importanza nel sistema letterario dell'epoca perché contribuiscono in modo decisivo alla nascita della prosa d'arte italiana." (Guthmuller, 1997, p. 126). La tipologia iconografica del disegno sembra essere derivata dalla descrizione ovidiana della lotta tra Salmace ed Ermafrodito.

Anna Gentili