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1375-1377

GIOVANNI de’ BONSIGNORI, Ovidio Metamorphoseos vulgare, capp. XXXI-XXXII

edizione critica a cura di Ardissimo E., Bologna, 2001

 

Come Cadmo e la moglie se convertierono in serpenti. Capitulo XXXI

Venendo tutto questo fatto all'orecchie de Cadmo e non sapendo che Ino e Melicerta fossero convertiti in dii marini, e vedendo così la sua progenie distrutta, pensò che 'lluoco de Teba fosse malefatato, per la qual cosa chiamò la moglie e sì se partierono, lui e la moglie, della città, la quale egli avea edificata, ed andò in Grecia. Ed essendo in Grecia e recordandose con la donna sua delle cose ch'erano scontrate, cioè prima del serpente che uccisero, pensò che ciò che era stato fosse per quella occisione, el quale era dedicato a Marte, e così dicendo, levò el viso a l'aire orando alli dii, in questa forma dicendo: «O dii, li quali me prometteste de mutarme in serpente, io vi prego che se già mai io me debbia in serpente mutare, che io mo sanza indugio me muti, innanzi che patisca più pena del dolore che io porto». Dicendo così el suo ventre se cominciò a delongare e convertìse in serpente e, essendo tutto convertito, salvo che le braccia e la bocca, chiamò la moglie e disse: «O misera moglie mia, toccame prima che io me converta tutto in serpente». Così dicendo la boce umana se mutò in serciufilo e ciufilava sì come 'I serpente; la moglie, vedendo questo, incominciò a gridare e percuotarse, ed in tanto pregò li dii che lla convertissino in quella medesima forma, e subito mutata fu sì come 'I marito ed andarono insieme alla selva. E questa è la cagione perché li dragoni sono benivoli alli uomini, perciò che se ricordano che fuoro uomini.

 

Allegoria e vigesimasecunda trasmutazione de Cadmo e la moglie convertiti in serpenti. Segnata per AA

La vigesimasecunda allegoria e trasmutazione è de Cadmo; ciò dovemo così intendere: costoro fuoruno de Teba e fuorono in grande stato ed attendeano in grandi fatti ed erano signori de Teba, ed essendo molto vecchi non curavano del regimento, ma solo a cconfortarse ed attendendo a cose terrene. E perciò dice l'autore che fuoro convertiti in serpenti, li quali sono animali terreni, perciò che tanto vene a dire "serpente" quanto che "animale nato de terra", perciò che porta el petto per terra a demustrare sì com' ello è animale terreno. E sì come l'uomo savio se reduce alli scelerati e disonesti usi, allora se pò dire ch’elli esce fuor della sua città la quale egli ha edificata, cioè fuora del suo dritto ordine e diventa animale.

 

Della antiquità de Cadmo, figliuolo del re Agenore. Capitulo XXXII

Essendo Cadmo e la moglie così tristi, perchè erano mutati inserpenti, e vedeano la casa loro desolata, nondimeno aveano una consolazione, perciò che udirono sì come Baco, il quale ille adoravano, era traslatato in cielo ed adorato sì come dio da gli uomini, salvo che non l’Adorava Aclisio, figliuolo de Battone. Qui incominciava Ovidio a narrare le generazioni de Cadmo, el quale edificò Tebe, in questa forma parlando (...).