21: Narciso

Titolo dell'opera: Narciso alla fontana.

Autore: Giulio Mazzoni (scuola).

Datazione: 1551-1552.

Collocazione: Roma, Palazzo Capodiferro Spada, Galleria degli Stucchi (volta).

Committenza: Girolamo Capodiferro.

Tipologia: dipinto.

Tecnica: olio su muro.

Soggetto principale: *

Soggetto secondario:

Personaggi: *, ninfe.

Attributi: nudità, veste (Eco); si specchia, strumenti per la caccia, veste, (Narciso).

Contesto:

Precedenti:

Derivazioni:

Immagini: Pugliatti T., Giulio Mazzoni e la decorazione a Roma nella cerchia di Daniele da Volterra, Roma 1984, pp. 140 s., fig. 238.

Bibliografia: Lattanzi M., Guida al Palazzo Spada, 1984, pp. 22.; Pugliatti T., Giulio Mazzoni e la decorazione a Roma nella cerchia di Daniele da Volterra, Roma 1984, pp. 140 s.

Annotazioni redazionali: Un ruolo fondamentale riveste la raffigurazione di Narciso nella decorazione del palazzo, tutta incentrata sul percorso conoscitivo che porta l’uomo ad avvicinarsi a Dio. In particolare, Narciso, raffigurato accanto al ratto di Ganimede e alla morte di Adone, concretizza in modo esemplare quella fase preliminare della Conoscenza, che nascendo dalla consapevolezza di sé, porta necessariamente ad amare se stessi. A dimostrazione di ciò, la figura di Narciso è infatti rappresentata tra quella della "Verità del Tempo" e quella delle "Bellezze delle forme archetipe", collocandosi dunque, in una posizione intermedia nel cammino che l’uomo fa per arrivare a conoscere la Bellezza Spirituale. E’ nel corso del Cinquecento che l’iconografia di Narciso, oramai depurata da tutta una serie di moralizzazioni medievali e quattrocentesche, viene concettualizzata attraverso una valutazione prettamente "positiva del mito".

Anna Gentili