17: Narciso

Titolo dell'opera: Storia di Narciso.

Autore: anonimo del XVI sec.

Datazione: XVI sec.

Collocazione: Parigi, Collezione Lazzaroni.

Committenza:

Tipologia: dipinto su tavola, pannello di cassone.

Tecnica:

Soggetto principale: *

Soggetto secondario:

Personaggi: *, Driadi, Naiadi.

Attributi: insegue Narciso, piange la morte di Narciso (Eco); fonte, si specchia (Narciso).

Contesto:

Precedenti:

Derivazioni:

Immagini: Panofsky D., Narcissus and Echo; notes on Poussin’s Birth of Bacchus, sta in: Bulletin of the Fogg Art Museum, XXXI (1949), pp. 112-120, fig. 6.

Bibliografia: Mori G., Narciso, sta in: AA.VV, Lo specchio e il suo doppio. Dallo stagno di Narciso allo schermo televisivo, catalogo della mostra, Milano 1987, pp. 112-129; Panofsky D., Narcissus and Echo; notes on Poussin’s Birth of Bacchus, sta in: Bulletin of the Fogg Art Museum, XXXI (1949), pp. 112-120, fig. 6.; Zeri F., Eccentrici fiorentini, sta in: Bollettino d’arte, 1962, pp. 216-240.

Annotazioni redazionali: Il dipinto, che originariamente doveva avere come pendant Apollo e Dafne, sintetizza in modo esemplare l’intero racconto ovidiano, servendosi di una successione spazio temporale, che ha inizio dal consueto gesto di Narciso che contempla la propria immagine riflessa nella fonte. Sullo sfondo, a sinistra, è raffigurato l’ improduttivo inseguimento di Eco, la quale compare di nuovo in primo piano, mentre piange, insieme alle altre ninfe la morte del suo amato. La Mori (1987, pag 118), suggerisce di leggere il dipinto all’ interno di quella trattazione che ha per tema il confronto tra la vita attiva e la vita contemplativa: "Narciso che si contempla in primo piano, volge le spalle alla fase attiva della sua vita […] sullo sfondo è raffigurata una città, emblema della vita attiva abbandonata" . Dal punto di vista stilistico, si confronti il dipinto con i due pannelli di cassone, attribuiti a Antonio di Donnino del Mazziere, conservati rispettivamente l’uno a Londra, collezione Mr W.M.H. Pollen (già Pisa, collezione Rosini; Londra, collezione Benson), l’altro a Firenze, Galleria Corsini (Zeri, 1962, pp. 234-235)

Anna Gentili