06: Narciso

Titolo dell'opera: Narciso

Autore: anonimo del XIV sec d.C.

Datazione: 1320

Collocazione: Londra, British Museum, Royal Ms. 20 A. XVII, Roman de la Rose, f. 14 r.

Committenza:

Tipologia:

Tecnica: miniatura.

Soggetto principale:*

Soggetto secondario:

Personaggi: Narciso

Attributi: fonte, "giardino d'amore", veste (Narciso).

Contesto: alberi

Precedenti:

Derivazioni:

Immagini: Uguccioni A., L'iconografia di Narciso nel "Roman de la Rose", esempio di amore cortese., sta in: Ranieri Varese (a cura di), Studi per Pietro Zampetti., Ancona 1993, pp. 71-75, fig. 23.

Bibliografia: Uguccioni A., L'iconografia di Narciso nel "Roman de la Rose", esempio di amore cortese., sta in: Ranieri Varese (a cura di), Studi per Pietro Zampetti., Ancona 1993, pp. 71-75.

Annotazioni redazionali: Uno dei testi fondamentali per capire l' evoluzione iconografica del mito di Narciso è sicuramente il Roman de la Rose, composto intorno al 1230 da Guillaume de Lorris e portato a termine tra il 1268-78 da Jean de Meun. Il racconto comincia con il sogno di un giovane, durante la lettura del Somnium Scipionis di Macrobio, che immagina di raggiungere il giardino di Deduit, la casa del piacere dove regna l'Amore. La tangenza tra la narrazione dell' "onirico viaggio" del protagonista e Narciso sta proprio nella descrizione del giardino, laddove cioè Guillaume riferisce della presenza di una fontana dove " Il bel Narciso perse la vita". Il giardino è dunque per eccellenza il luogo in cui si vive l'esperienza d'amore, e la fontana lo strumento attraverso il quale Narciso (amante) ha modo di concretizzare l'amore verso se stesso, innamorandosi della propria immagine riflessa nell'acqua. Tuttavia all'accezione positiva del giardino inteso come "giardino d'amore" si contrappone un significato paradossalmente negativo della fontana che diventa "strumento negativo" dell'amore poiché inganna Narciso proprio nell'atto di amare: "[...] Dove Narciso bello e orgoglioso, lasciò quegli occhi color celeste, e invece attinse lacrime e peste chi fissa troppo quella fontana, anche se è forte e ha mente sana, non è sicuro, né può giurare che non vi trovi cosa da amare [...]". Il Roman de la Rose è dunque per eccellenza il testo che determina in modo inequivocabile il passaggio di Narciso da eroe positivo in età classica, a anti-eroe in età tardo- medievale, ovvero da emblema significante di bellezza a vittima della propria bellezza, il passaggio cioè dalla concezione di una bellezza "mitica" ad una bellezza ingannatrice.

                                                                                           Anna Gentili.