18: Giove, Semele e la nascita di Bacco

 

Titolo dell’opera: Semele fulminata da Zeus

Autore:

Datazione: III e V sec d.C.

Collocazione: Parigi, Museo del Louvre

Committenza:

Tipologia: tappeto

Tecnica: teinture en réserve à l'indigo

Soggetto principale: Zeus scende su Semele

Soggetto secondario:

Personaggi: Zeus, Semele

Attributi: fulmine, ali (Zeus)

Contesto:

Precedenti:

Derivazioni:

Immagini:

Bibliografia: Guimet E., Les portraits d'Antinoe au Musee Guimet, Librairie Hachette et Cie., Paris 1910, 19, pl. 13; Boreaux C. Musée du Louvre, Catalogue-guide des antiquités égyptiennes, 1932, 279 pl.40; Philippart H., De Semele à la Madone, in « Archaiologike Ephemeris », 1937, pp. 256-257; Gayet Fouilles A., Musée du Louvre. Bois de l’Égypte Copte Parigi 1986; Augé C. – Linant de Bellefonts P., ad vocem “Dionysos in peripheria orientali”, in Lexicon Iconographicum Mythologiae Classicae, Verlag, Zurigo-Monaco, 1992, VII, 116 p.525; Kossatz - Deissmann A. ad vocem “Semele”, in Lexicon Iconographicum Mythologiae Classicae, Verlag, Zurigo-Monaco 1991, VII, 65 p. 720.

Annotazioni redazionali: la sezione egiziana del museo del Louvre nasce anche dal musée Guimet a Lione, trasferito qui nel 1888 e di cui questo velo fa parte. Fu ritrovato nel 1905 durante gli scavi nella città di Antinoé, sulle rive orientali del Nilo. Antinoé fu fondata da Adriano nel 132 dopo Cristo in memoria del suo favorito Antinoo che si sarebbe sacrificato spontaneamente sul Nilo per salvare la vita dell’Imperatore. Con il termine di "tessuti copti" viene indicata la produzione tessile egiziana risalente al periodo dell'Egitto cristiano, tra il III e il VII sec. d.C, in particolare, l'epoca Copta copre il periodo che va dal 313 d.C., anno dell'Editto di Costantino, che liberalizzava la professione della fede cristiana, fino al 640 d.C., anno della conquista dell'Egitto da parte degli arabi. Il termine "copto" designa ancora oggi i cristiani egiziani, viene dal greco Aigyptos, che vuol dire Egitto e i tessuti prodotti in quest’epoca hanno come principale caratteristica l'utilizzazione, per i motivi decorativi, della tecnica ad arazzo. Su questo telo si percepisce molto fortemente l’influenza dell’arte cristiana. Tutti i personaggi infatti sono nimbati ma non hanno atteggiamenti tragici come nei rilievi di area occidentale (Cfr. scheda opera 24), assumono piuttosto un’aria ieratica e immobile. Il bordo del tappeto che illustra la nascita e infanzia di Dioniso vede all’estremità sinistra Semele stesa, mentre sta per essere colpita dal fulmine di Zeus. Zeus è stranamente alato, forse per rendere meglio l’idea del volo in una zona dove l’arte non è mimetica ma piuttosto idealizzata. La posizione e la composizione della scena ricordano uno degli schemi con cui sarà rappresentata l’Annunciazione, con l’angelo che sopraggiunge dall’alto a dare l’Annuncio a Maria. A destra una lacuna poi la scena della nascita: Semele appare nuovamente stesa sul letto, attorniata a sinistra da una donna con una lampada, a destra da una serva. Nell’iscrizione si legge che si chiama Oiketis e tende un braccio verso il letto con in mano una lampada. Altre due donne in piedi separano questa scena da quella successiva del bagno dell’infante. A destra ancora un’altra lacuna e poi un’iscrizione indica Era del quale l’immagine è scomparsa, potrebbe essere un’ulteriore conferma, che ancora manca, della costante presenza della sovrana dell’Olimpo durante la scena della nascita di Dioniso (Cfr. scheda opera 22). Nel velo compare anche l’episodio delle nozze di Dioniso e Arianna e attorno la coppia figurano tre menadi e Semele, identificata dall’iscrizione, con due satiri. La madre del dio figura nel suo thiasos anche nel sarcofago di Monaco (scheda opera 23).

Francesca Pagliaro